Dintorni di Bangkok, Ayuttaya.

Bangkok è fatta di contrasti
che armoniosamente convivono fianco a fianco. 

E’ una città che offre moltissimo
per chi si vuole lasciar trasportare dalla sua energia.

 E’ anche vero che spesso il caos è opprimente
e a poche decine di cihlometri dal centro si trovano dimensioni  molto interessanti,
meritevoli di essere visitate.
Nel nostro viaggio, dopo due giorni a girovagare nella giungla folcloristica di Bangkok,
con i miei compagni di viaggio decidiamo di concedersi alcune gite fuori porta

Una delle nostre scelte è Ayuttaya, l’antica capitale del Siam.

Ayuttaya

Ayuttaya si trova a circa 70 chilometri da Bangkok ed è una delle città maggiori della Tailandia.
Conta circa 50 mila abitanti e vanta un passato glorioso.
Una sua caratteristica e fortuna è essere stata costruita in un terreno fertile alla confluenza di tre fiumi, Chao Phraya, Lopburi e Pa Sak.
Il centro storico è circondato da canali, da apparire come un’isola, allo stesso modo di Chiang Mai.
Tutto intorno si sviluppa la città moderna.
Ayuttaya è l’antica capitale del Regno di Siam.
Fondata nel 1350, la sua potenza e ricchezza sono state determinate da più fattori.
La produttività del terreno fertile, la confluenza strategicamente commerciale e importante centro spirituale dei monaci buddisti.
Regnò per vari secoli ma il nemico birmano ebbe la meglio nel 1767, quando la distrusse.

Il Parco Storico di Ayuttaya

A oggi Ayuttaya conserva molte rovine dell’antica città.
Il Parco Storico di Ayuttaya è riconosciuto dall’UNESCO dal 1991 come Patrimonio dell’Umanità.
Organizziamo lo spostamento e la giornata autonomamente.
Al risveglio ci dirigiamo verso la stazione e prendiamo un treno che in circa due ore ci porta a destinazione.
Anche solo il viaggio in treno in Asia è un’esperienza da non perdere.
All’arrivo prendiamo un battello per attraversare il fiume, noleggiamo le biciclette provviste di lucchetti e allegramente ci avviamo verso il sito archeologico.
Dopo giorni a piedi pedalare è piacevole.
L’impatto visivo è potente, i siti archeologici si perdono a vista d’occhio.
La superficie è ampia, si parla di 169 ettari.
Anche se la maggior parte delle rovine, molte ben conservate, sono raccolte nel cuore del parco, altre si trovano a una maggiore distanza.

Ayuttaya

Mappa alla mano si parte!
Il parco si gira molto bene in bicicletta, le strade sono ampie, ci sono prati e alberi che creano fresco.
Girare il sito a piedi non è consigliato ma possibile, le distanze da coprire sono lunghe.
Ogni rovina ha un nome e una definizione precisa.
Ciò che colpisce nell’insieme è la grandiosità, la maestria degli artisti che l’hanno costruita e i diversi stili che la caratterizzano, segno delle molte influenze culturali che l’hanno attraversata nei secoli.
Tantissime le statue dei Buddha in varie posizioni, alcune conservano solo dei dettagli, le gambe, la testa, le mani.

Attrazioni principali

La testa del Buddha incastonata tra le radici e il tronco dell’albero è l’immagine più iconica di Ayuttaya e in alcuni casi della Tailandia.
E’ una delle prime cose che si cerca una volta entrati nel parco.
Nonostante sia piccola la si scorge bene per le molte persone intente a fotografarla.
Una testa in perfetto equilibrio, con un’espressione serena e rassicurante, come ad esprimere che in qualunque posto la si metta va bene.
Perchè sia capitata lì non è dato saperlo, si ipotizza che durante la conquista dei birmani qualcuno la volle mettere in salvo nascondendola e poi dimenticandosene.

E l’albero l’ha custodita per alcuni secoli.
Altra ipotesi più probabile è che sia stata ristrovata durante gli scavi del secolo scorso e volutamente appoggiata all’albero.

La testa del Buddha si trova davanti alla costruzione più antica e grandiosa del Parco,
il Wat Mahathat, dove sono conservate le reliquie del Buddha.

L’attrazione che più mi è piaciuta è stato il Buddha sdraiato.
Lungo 42 metri e alto 8, è difficile fotografarlo tutto insieme.
Si trova in una zona periferica del parco, all’interno del sito archeologico del Wat Lokayasutharam.

Wat Phra Si Sanphet
era il tempo più sacro e maestoso dell’atica Ayuttaya.
Esteticamente uno dei più belli.
Le struttura è composta da tre Chedi, ciò che conteneva e contiene le reliquie, le ceneri dei Re.

Infine il Wat Na Phra Men, un tempio moderno con all’interno un Buddha d’oro.

Curiosità e suggestioni

Come avviene nei luoghi di culto, anche in Tailandia è richiesto un comportamento consono e rispettoso.

L’abbigiamento, non tanto nei siti archeologici quanto nei templi e luoghi di culto, deve coprire le spalle e le ginocchia.
Le scarpe devono essere lasciate fuori, sia fuori dai luoghi di culto che nelle case.
Spesso anche in alberghi e ostelli.

Fuori significa in un mobiletto apposito o in angolo dedicato e al vostor ritorno le ritroverete sempre.

In Tailandia non sono graditi i tatuaggi a tema Buddha, in alcuni luoghi di culto è richiesto di coprirli.
Ad Ayuttaya c’erano cartelli che esplicitamente chiedevano di non fare fotografie burlone davanti alle statue del Buddha, è possibile fotografare ma con rispetto.

Ad Ayuttaya, e non solo, è possibile visitare il sito a dorso di elefante.
Abbiamo visto vari turisti su sedute poste sul dorso degli elefanti.
Non ho apprezzato  e non mi è piaciuto il modo in cui gli animali venivano trattati.
Frustati o punti per farli avanzare, rallentare o velocizzare.
Mi auguro che questo possa far riflettere prima di fare determinate scelte.
Gli elefanti è possibile vederli in luoghi protetti o comunque in luoghi dove vivono in natura, in Tailandia ci sono veri e proprie Santuari degli Elefanti.

Ultima curiosità di Ayuttaya è che qui, a pochi passi dalla stazione, ho mangiato il Pad Thai più buono di tutto il viaggio.

2 commenti su “Dintorni di Bangkok, Ayuttaya.

  1. Non si può andare in Thailandia e non dedicare almeno un giorno alla magnifica Ayutthaya, un luogo davvero pieno di misticismo. Che meraviglia1

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