Il Deserto del Sahara, 4 giorni on the road.

Trascorrere una notte nel deserto del Sahara, dormendo sotto una duna con gli occhi tra le stelle.
Tre notti e quattro giorni, il nostro viaggio on the road da Marrakech a Merzouga.

Due amiche curiose e affiatate, attratte dall’Africa e dal Medio Oriente.
Valutiamo più possibilità, il tempo a disposizione è poco e decidiamo di affidarci a un operatore turistico. Cattura la nostra attenzione un’agenzia on line, TourinMarocco, che propone viaggi a misura di ciascuno. L’agenzia è di Idir e Erika, lei italiana, lui marocchino.
Erika capisce velocemente quali sono le nostre esigenze e ci propone ciò che fa al caso nostro. Prenotiamo un tour di 4 giorni e 3 notti con autista/guida che ci accompagnerà in questa bellissima avventura.

Dettaglio Mosaico
Dettaglio mosaico

Il nostro volo Pisa-Marrakech atterra di prima mattina un martedì di Aprile. Said ci aspetta fuori dall’Aeroporto Internazionale Menara.
Il tempo delle presentazioni e saliamo sulla jeep che ci accompagnerà per tutto il viaggio.
Sono previste varie tappe, Marrakech dista da Merzouga circa 600 km, divideremo il viaggio con una tappa intermedia sia all’andata che al ritorno.

Kasbah Telouet
Dalla finestra, Kasbah Telouet

GIORNO 1
Marrakech-Agdz 260 chilometri

Da Marrakech ci dirigiamo in direzione est, saliamo di quota tra i suggestivi tornanti
che precedono la catena montuosa nel cuore del Marocco.
Le verdi colline si fanno sempre più alte fino a giungere al passo Col du Tichka  a 2260 metri di altitudine. Siamo sulle montagne dell’Alto Atlante, abbiamo da poco lasciato il caldo di Marrakech e ci troviamo avvolte da una fredda nebbia, ai lati della strada c’è ancora qualche fiocco di neve. E’ora di pranzo, poche ore fa eravamo in Toscana e adesso stiamo per mangiare una tajine di pollo e mandorle accompagnata da cous cous di verdure. A pancia piena iniziamo gradualmente la discesa, il sole inizia a scaldarci e illuminare i colori. Eccolo il Marocco che si mostra sfacciato in tutta la sua bellezza e varietà. Nelle prossime due tappe sono previste le visite a due Kasbah, tipiche cittadelle fortificate del nord Africa. In Marocco ce ne sono molte, alcune ancora ben conservate, la maggior parte sono fatte di terra, ciotoli e paglia e potrebbero scomparire.
Kasbah Telouet è la prima che troviamo, posizionata a 1800 metri di altezza dominava da una posizione strategica.
Al suo interno conserva mosaici, gessi e finiture di grande valore stilistico.

Ksar Ait Ben Haddou
Ksar Ait Ben Haddou

Successivamente visitiamo la città fortificata Ksar Ait Ben Haddou lungo il fiume Ouarzazate. Ambientazione di numerosi film di successo, la città fortificata è ancora intatta e conserva il suo splendore.
Patrimonio UNESCO, i mandorli fanno da cornice al castello di sabbia rossa.
Perdersi tra le strette viuzze e sbirciare dentro i piccoli e accoglienti atri delle case è uno degli aspetti che vale il viaggio.
E’ possibile scorgere un piccolo gregge di pecore, qualche pollo sulla porta di casa e donne intente a cucinare. La maggior parte degli abitanti vive fuori dalla fortezza, chi è rimasto lo fa per accogliere i turisti ma ciò non toglie la magia.
I bambini ci hanno preso per mano per farci attraversare il piccolo fiume saltellando sulle pietre.
Arriviamo nel tardo pomeriggio nella cittadina di Agdz, circondata da verdi palmenti e dominata dalla montagna color cioccolato a forma di tajine.
Passeremo la notte al Riad Rose Du Sable, una piccola oasi alle porte della città.

Vista
Vista da Agdz

GIORNO 2
Agdz-Merzouga 290 chilometri

Ci svegliamo nella piccola cittadina al suono del Muezin che invita alla preghiera.
Sbrighiamo qualche commissione in centro e ci incamminiamo verso la Ksar Tamnougalt, un castello ancora ben conservato da cui si domina la Valle del Draa.
Riprendiamo la via per il deserto, passeranno ore prima di avvistare il primo granello di sabbia.
La strada per arrivarci è molto suggestiva, immersa in una terra sconfinata.
Si alternano altopiani a distese di terra con dromedari selvatici a brucare, acccampamenti beduini e un silenzio così assordante da amplificare tutte le percezioni.

Palmeto
Palmeto

Una delle tappe della mattinata prevede di acquistare il classico copricapo Tuareg, tradizionalmente di colore Indaco che ancora viene tinteggiato artigianalmente.
Non sarà l’unico acquisto, c’è l’imbarazzo della scelta e porteremo con noi anche essenze, olii e incensi.
Successivamente visitiamo il Mausoleo di Moulay Ali Cherif a Rissani e ci affacceremo alla Moschea, cosa molto rara in Marocco visto che l’accesso è riservato ai Musulmani, a esclusione della Moschea Hassan II a Casablanca.

Deserto
Alle porte del deserto

Siamo affamate, la nostra guida Said si occupa di comprare il pranzo, una pizza Berbera farcita con uova, cipolla e carne di agnello (deliziosa) che consumiamo sotto all’unico albero della distesa di terra ai margini della strada.
Ci rimettiamo in cammino, manca ancora del tempo per raggiungere il deserto.
Le sorprese non sono finite e improvvisamente la nostra guida cambia strada, esce dalla carreggiata e si dirige sulla terra battuta interrotta solo da qualche arbusto.
In lontananza intravedo un asino e una donna.
E’ stato questo il primo autentico incontro con una famiglia berbera, una madre con i suoi figli intenta a tirar su acqua da un piccolo e profondo pozzo.
Affascinata e commossa da questo incontro, con l’autorizzazione della nostra guida lasciamo delle caramelle ai bambini e ripartiamo.
Ai lati della strada inizia ad accumularsi sabbia, prima poca, poi sempre di più, un po’ invade la careggiata. Il mare rosso si fa sempre più vicino, la scorgiamo in lontananza, un piccolo cumulo di sabbia rossa che avvicinandosi è sempre più grande.

Dune dell'Erg Chebbi
Dune dell’Erg Chebbi

Arriviamo così a Merzouga, sconcertate e stupite.
Una gioia indescriviblie fare i primi salti e le prime rotolate sulla sabbia.
Veniamo accolte in una casa beudina dove lasciamo i bagagli, facciamo un piccolo zaino da portare all’accampamento, beviamo un tè alla menta nel giardino di sabbia della casa e conosciamo i nostri accompagnatori: Laurence D’Arabia e Sbirulino, i due dromedari e il cammelliere Mbarak.

Deserto
Il cammelliere e Laurence d’Arabia

NOTTE NEL DESERTO

Il tempo di cammino da Marzouga al nostro accampamento è di circa un ora e mezzo, il passo lento dei dromedari ci culla nel mare di sabbia di cui non si vede la fine.
E’ una sensazione indescrivibile, il vento e la sabbia pungono la faccia, l’eccitazione e l’incredulità vengono avvolte dalla spettacolare luce del tramonto.
Ci arrampichiamo su una duna per vedere il sole scendere oltre l’orizzonte.
Scendiamo all’accampamento, tante tende messe in cerchio con in centro una stesa di tappeti e cuscini. Iniziamo a volgere lo sguardo al cielo, ci aspetta una cena nella tenda ristorante a base di stufato accompagnato da riso e verdure.

Carovane al tramonto
Carovane al tramonto

Ci perdiamo tra le stelle, allietate dai racconti di leggende del deserto.
La mattina chiediamo di essere svegliate presto.
Alle 5:00 a.m. sentiamo delle mani che applaudono in modo ritmato e ripetitivo, si fermano e ripartano.
Ci mettiamo un po’ a capire che quella è la nostra sveglia.
Il beduino ci sta dicendo di alzarsi e correre sopra la duna a vedere l’alba salire dall’Algeria, un istante sospeso di cui mi ricordo ancora l’odore, il silenzio e il fresco della sabbia la mattina.
Rimontiamo poi sui nostri dromedari, rimasti tutta la notte ad aspettarci.
Torniamo indietro, un po’ tristi un po’ felici, la malinconia di chi sta lasciando qualcosa di meraviglioso, la gratitudine verso la vita.
Il viaggio continua.

Accampamento
Il nostro accampamento
Dromedari
I dromedari Sbirulino e Laurence d’Arabia

GIORNO 3
Merzouga-Tinghir 200
chilometri

Recuperiamo i bagagli, facciamo una doccia a Merzouga, salutiamo i nostri amici e ripartiamo.
Direzione Rissani, il più grande centro commerciale del sud.
Visitiamo il suo immenso mercato dov’è possibile trovare qualsiasi tipo di merce.
La tappa successiva è Erfoud, cittadina famosa perchè la valle di cui fa parte è ricca di fossili e per gli appassionati qui è possibile vederne la lavorazione.
Questo viaggio indimenticabile ci stupisce ogni istante, non eravamo preparata su cosa ci aspettasse e le Gole del Todra ci lasciano a bocca aperta e con il naso all’insù.
Le avevamo viste nel viaggio di andata dall’alto, dei profondi Canyon che tagliavano la roccia.
Al ritono le vediamo dall’interno, percorriamo tutta la sua spaccatura vedendo sopra di noi pareti di roccia alte oltre i 160 metri.
Ma saranno le Gole del Dades ad accoglierci per la notte, con una vista mozzafiato dal Riad Daressayaha, in pieno stile beduino.

Mercato
Rissani, mercato
Mercato
Rissani, mercato

GIORNO 4
Tinghir-Marrakech 360 chilometri

La nostra sveglia non suona o forse non la sentiamo, la notte del deserto ci ha confuse.
Colazione con uova e formaggio e partiamo in direzione di Ouarzazate.
Passiamo dalla Valle delle Rose e ne appreziamo gli olii e le creme profumate.
La tappa successiva è Ouarzazate.
Questa città, famosa per essere una delle porte del deserto e per essere la Holliwood marocchina, offre la possibilità di visitare gli Studi Cinematografici e il Museo del Cinema e trovarsi catapultati in scenografie di film epici.
La nostra avventura sta per finire, un ultimo pranzo e il rientriamo a Marrakech nel pomeriggio.
Il nostro viaggio durerà ancora qualche giorno alla scoperta di Marrakech.

Il cassetto dei sogni non deve mai svuotarsi del tutto.
Alcuni sogni si realizzano perchè premono più di altri per prendere forma.
Gli altri sogni servono a farci capire quali sono quelli veramente importanti.
Passare una notte nel deserto del Sahara era uno di quei sogni che scaplitava dentro a quel cassetto.
Oggi che l’ho realizzato continua a scalpitare per realizzarsi di nuovo.
Questo è il pericolo di realizzare sogni, scoprire che ci piacciono davvero.

Marrakech
Marrakech, piazza Jamma El Fnaa

COSA PORTARE UNA NOTTE NEL DESERTO

Non è indispensabile portare qualcosa, i più avventurieri possono portare esclusivamente se stessi ma un cambio di mutande e lo spazzolino da denti non possono mancare.

Nel mio zainetto c’era:

Sciarpa Tuareg
Occhiali
Un cambio completo (non utilizzato del tutto)
Spazzolino
Piccolo asciugamano
Sapone
Macchina fotografica
Più leggeri siete meglio starete!

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16 commenti su “Il Deserto del Sahara, 4 giorni on the road.

  1. Mamma mia che tour! viene quasi la voglia di partire” Noi abbiamo avuto modo di passare una giornata nel deserto ma a Dubai quindi completamente differente assolutamente da prendere in considerazione come prossimo vaiggio!

    1. Anche Dubai è sicuramente interessante anche se immagino più accessibile. Qui, complice anche il lungo viaggio da affrontare, si arriva in un luogo, per quanto anche turistico, ancora molto autentico.

  2. Wow, davvero interessante questo viaggio on the road nel deserto, sarebbe meraviglioso anche per me farlo, penso che contatterò le stesse persone che hanno organizzato il vostro, più che altro per capire se per me celiaca ci può essere possibilità di pranzi adatti alle mie esigenze.

  3. Che road trip pazzesco! Da amante del genere non posso che provare una punta di invidia. Credo che al di la dei paesaggi strepitosi che avete visto susseguirsi curva dopo curva, abbiate vissuto delle emozioni autentiche, creando ricordi indelebili di questa regione.

    1. Ho un debole per il Marocco e se ne avessi la possibilità ci tornerei immediatamente, facendo anche lo stesso tour perchè sono sicura che ha ancora molto da darmi!

  4. Un on the road veramente bello. Stiamo pensando anche noi di organizzare un viaggio in Marocco, terremo in considerazione l’agenzia da voi contattata, grazie!

  5. Il deserto è un ambiente che mi attira da morire, l’ho visto in Tunisia ed Egitto e mi piacerebbe spingermi nel Sahara per fare anche delle escursioni notturne per vedere le stelle.

  6. Sarò in Marocco a breve ma solo per un week end esplorativo, tuttavia mi sono già ripromessa di tornare per concedermi un periodo più lungo che mi consenta ovviamente di vedere anche questo incredibile deserto.

  7. Ho letto con molto interesse il tuo articolo perché da poco sono rientrata dalla città di Marrakech, ci siamo limitati Alla città e ai dintorni.l’intenzione è di ritornare e questo tour è un ottimo suggerimento

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