IRLANDA: due settimane viaggiando on the road.

Quattordici giorni, oltre sedici tappe, duemila chilometri percorsi in macchina, nove diversi pernottamenti. Tanti litri di birra e di gocce di acqua prese, oltre a un’infinità di immagini fiabesche portate a casa.
Non bastano i numeri a descrivere questa terra.
Vivere addosso le sensazioni irlandesi è un’esperienza profonda e rigenerante.
Il contatto con la natura è intenso in un luogo dove i colori del verde, grigio e azzurro sono amplificati. L’Irlanda è un luogo fuori dal tempo, con i ritmi lenti e le giornate espanse, complici il cielo plumbeo e le improvvise sfumature di luce.
La pioggia in alcuni giorni è una costante impercettibile, i rumori ovattati dal brusio del vento assomigliano ad antiche nenie.

Gregge al pascolo Giant's Causeway

Questo viaggio è stato deciso all’ultimo momento facendoci scegliere un volo Pisa-Dublino con scalo a Monaco, nettamente più economico e immancabilmente più lungo.
Avere abbastanza tempo per intraprendere un viaggio permette di gustarsi la partenza e l’arrivo, spesso sottovalutati.

Goleen spiaggia
Goleen spiaggia

GIORNO 1
L’ARRIVO
Arriviamo in tarda serata, l’atterraggio avviene tra tuoni e fulmini e Dublino ci battezza con un acquazzone. Zuppi e felici noleggiamo la macchina e andiamo al Gardiner House Hostel, accogliente e giovane ostello nel centro della città.
Nella stanza condivisa tutti dormono, saliamo sui letti a castello e ci addormentiamo sognando ciò che ancora non abbiamo visto.

GIORNO 2
DIREZIONE SUD
Lasciamo la stanza in punta di piedi la mattina presto, cercando di non svegliare i nostri giovani compagni di stanza.
Siamo affamati, prima di partire ci rifocilliamo con una colazione a base di toast e marmellata nella colorata cucina condivisa dell’ostello.
La nostra avventura nella terra di gnomi e fate ha inizio.
Decidiamo di scendere verso sud, vogliamo percorrere il perimetro dell’isola in senso orario fino a Dublino. Abbiamo qualche idea sulle tappe per noi immancabili ma ci lasceremo guidare dall’istinto del momento.

Le cose da vedere in Irlanda sono tantissime e a qualcosa dovremo rinunciare.
Esclusa la prima notte in ostello non abbiamo prenotato niente, nonostante sia agosto riusciremo ogni sera a trovare una soluzione per dormire.
Essendo alta stagione i pernottamenti più economici sono terminati, dormiremo tra i 45 e 90 euro a notte, prediligendo B&B sia esclusivi che affittando camere messe a disposizione nelle case dei residenti.

Case lungo la strada
Case lungo la strada

Wexford, distante due ore da Dublino, è il primo posto in cui facciamo tappa per prendere un caffè. Una piccola cittadina a sud ovest, costruita sulla foce del fiume Slaney intorno al porto.
La strada centrale è allegra, con tanti negozi, mercatini e luoghi per mangiare.
I successivi chilometri ci portano a viaggiare tra stradine semideserte e prati verdi con le staccionate in legno, il famosissimo cielo d’Irlanda ci segue dall’alto.
Il panorama è interrotto dai paesini che si incontrano lungo la strada, case colorate di blu, lilla, verde e giallo, tetti di paglia e chiese in stile gotico.

Abbiamo deciso di passare la notte nel B&B Cross Roads, in un ambiente silenzioso e pulito, totalmente immerso nella campagna.
Una scelta casuale e azzeccatissima, ad accoglierci una graziosa signora di nome Liz.
A poca distanza si trova New Ross, un saliscendi di strade fa da cornice al porto.
È possibile trovare locali tipici in cui rilassarsi e dimenticare la pesantezza della vita quotidiana fuori dalla porta. Scegliamo di passare la serata al Mannion’s Pub, un accogliente e intimo posto dove ceneremo a lume di candela.

Dalla finestra Fort Charles

GIORNO 3
CORK E CHARLES FORT
Una delle tante cose che mi ha lasciato l’Irlanda sono le immagini delle grandi finestre di vetro contornate da infissi in legno.
È proprio così al risveglio.
La colazione è servita in una sala con un tavolo ovale apparecchiato con candide porcellane.
Marmellate, burro, latte, yogurt, cerali, succo di frutta e pane fresco fanno iniziare al meglio la giornata.
La sala si apre su grandi vetrate affacciate su un giardino immerso nella campagna.

Con la pancia piena ma senza aver preso il caffè perché quella mattina non c’era corrente, partiamo in macchina in direzione di Cork.
La strada è uno spettacolo di scorci caratteristici, paesaggi talmente perfetti da non sembrare reali.
Prati verdi, greggi di pecore, ruscelli e cascate, scogliere a strapiombo sull’oceano.

Cork
Cork

Cork è una cittadina allegra, autentica per assaporare la vita.
Abbiamo pranzato nel folcloristico English Market con un hot dog e torta di carote, assistito a un pomposo matrimonio e comprato birre artigianali in una piccola alimentari.
Decidiamo di goderci il tramonto al Charles Fort, una suggestiva fortificazione del 1600 sull’oceano, contornata da solide mura.

Fort Charles
Charles Fort

Siamo infreddoliti e abbiamo bisogno di fare una doccia, ma non abbiamo ancora una camera.
Riusciamo a prenotarne una a Glandore.
La doccia dovrà attendere perché la cucina nell’unico pub aperto chiude presto e saltare la cena è impensabile. Non troviamo tavoli liberi e ci sistemano direttamente al bancone.
Come accade spesso nei pub irlandesi, due uomini brindano con noi tenendoci compagnia mentre gustiamo Fish and Chips.

Glandore, baia
La baia di Glandore

GIORNO 4
LA BAIA DI GLANDORE E IL FARO DI MIZEN HEAD
La mattina al risveglio la signora del BeB Bayview ci delizia con una omelette ai funghi e formaggio.
La vista dalla sala da pranzo si apre sulla baia attraversata da cigni e barche a vela.
Riprendiamo la macchina e partiamo per Mizen Head, il punto più a sud dell’isola.
Per la prima volta gustiamo totalmente l’autenticità dell’Irlanda.
Ci affacciamo alle scogliere brulle a picco sul mare spezzate da insenature su cui battono incessanti le onde dell’oceano.

Mizen-Head
Mizen Head

Il forte vento ghiaccia le guance e le onde agitate dell’oceano rendono l’esperienza perfetta.
All’ingresso si trova un divertente museo dov’è possibile guidare un’ideale nave su un oceano in tempesta.
Poco dopo parte il camminamento costruito sulla roccia, ben definito e sicuro per arrivare al faro. E’ ancora ben conservato e allestito internamente com’era quando ancora c’era il guardiano.

Museo di Mizen Head
Museo di Mizen Head

Mi fermo a guardare la vastità dell’oceano da una delle finestre del faro e provo a immaginare cosa significasse per un uomo vivere quotidianamente, giorno e notte, solo in quel luogo sconfinato.

Mizen Head
Mizen Head

La tappa successiva è Killarney.
Il Signor Tim ci apre le porte della sua casa piena di cimeli africani.
Facciamo due passi nella viva cittadina, scegliamo di mangiare al ristorante tailandese, una soluzione veloce, gustosa ed economica. La serata si conclude digerendo il Pad Thai con un ottimo Irish Coffee, il primo del nostro viaggio.

GIORNO 5
IL PARCO DI KILLARNEY E IL RING OF KERRY
Ci svegliamo nella nostra stanza stile provenzale, Tim ci prepara una colazione con uova e prosciutto, il giusto carico di energia in vista dell’esplorazione che ci aspetta. Killarney si trova sulla costa ovest, in un punto strategico da cui è possibile partire per visitare il suo verdeggiante parco o per fare il caratteristico giro panoramico della penisola di Iveragh.
Ci dedicheremo a entrambe le cose in questa giornata piena di sole.

Killarney National Park

Noleggiamo le biciclette e ci addentriamo nel Killarney National Park in un itinerario di 17 km. Il parco racchiude molte esperienze da fare a piedi, in bicicletta, con il cavallo, da soli o accompagnati.
Si possono esplorare le rive del lago, vecchie chiese, allevamenti di bestiame, cascate e antiche rovine.
Nel pomeriggio prima di procedere verso nord ci addentriamo nella penisola di Iveragh, chiamata anche Ring of Kerry, un anello di circa 180 chilometri che racchiude gli scorci più belli d’Irlanda.
Il sole amplifica i colori, i paesaggi sono mozzafiato.
Se vi trovate da queste parti il Ring of Kerry merita sicuramente più tempo di quello che gli abbiamo dedicato.

Ring of Kerry
L’inizio del Ring of Kerry
Ring of Kerry
Ring of Kerry

GIORNO 6
GALWAY
Al risveglio la prima cosa che faccio è affacciarmi dalla finestra dove mi salutano le code dei cavalli dal recinto sottostante. Ci prepariamo un tè mettendo un bollitore sulla stufa a legna e partiamo alla scoperta di Galway. Abbiamo girato molto nei giorni precedenti e ci vogliamo riposare, passeremo qui le prossime 24 ore.

Galway
Galway

Raggiungiamo il centro di Galway a piedi, sono circa tre chilometri dalla casa e abbiamo voglia di camminare. Il cielo è sempre grigio anche se le sfumature cambiano continuamente.
La leggera pioggia fa capolino ogni tanto e nemmeno ce ne accorgiamo.

Galway si trova circa a metà costa ovest, all’interno di una grande baia. 
È una delle cittadine più grandi d’Irlanda, una tappa immancabile per riposarsi, passeggiare e scoprire l’autentica vita Irlandese.
È attraversata da un fiume ed è circondata da tipiche casine colorate rivolte verso il mare.
Immancabili su ogni guida turistica, i colori delle case cambiano in base al tempo e all’obiettivo della macchina fotografica. Passiamo la giornata passeggiando sulla spiaggia per poi rifugiarci in un ristorante per sfuggire alla pioggia. Si può bere e mangiare ovunque, scegliendo uno dei tanti pub in legno o graziosi bistrò.
Ultima tappa la visita alla cattedrale prima di rientrare con il pullman, domani mattina ci aspetta il cuore pulsante dell’Irlanda.

Galway
Lungo la strada

GIORNO 7
ISOLE ARAN
Ci stiamo avvicinando al cuore del nostro viaggio, alla parte più intensa e desiderata.
Molto presto ci dirigiamo verso il porto di Doolin e ci mettiamo in fila per i traghetti che in mezz’ora di traversata oceanica ci porteranno alle Isole Aran.
Abituata al Mar Tirreno l’oceano mi dà il benvenuto facendomi trascorrere tutto il tempo in bagno. Abbiamo scelto l’isola più piccola delle tre, Iniss Oirr, alla ricerca di un mondo antico di cui ancora si respira l’odore.

Sull’isola non ci sono mezzi a motore e, a meno che non si scelga il calesse o si abbia voglia di camminare, l’ideale è noleggiare le biciclette.
Appena arrivati ci fermiamo sulla spiaggia del porto a mangiare una piadina al formaggio, i colori del piccolo golfo sono caraibici e l’acqua gelata.

Iniss Oir, Isole Aran
Iniss Oir, Isole Aran

Noleggiamo due biciclette e giriamo tra i muretti a secco che dividono e proteggono i piccoli greggi e il bestiame, tra piccole stradine che finiscono la loro corsa sulla scogliera.
Facciamo un lungo giro nella parte sud dell’isola alla ricerca del Relitto della Plassey.
Troviamo sulla scogliera la vecchia nave mercantile naufragata ormai nel lontano 1960. Oggi la sua carcassa arrugginita è adagiata sulla roccia e la si sente borbottare continuamente aiutata dal vento che passa tra le sue fessure.

Relitto Plassey, Iniss Oirr
Relitto Plassey

Saliamo a piedi sulla collinetta dove si trova il cimitero e le rovine della chiesa, è l’ora del tramonto e le croci celtiche rivolte verso il villaggio di Fromna creano un’atmosfera molto suggestiva e mistica.
Abbiamo fame, si cena presto sull’isola e l’illuminazione è scarsissima, sono pochi anni che c’è corrente elettrica.

Cimitero, Iniss Oirr
Vista dalla collina del cimitero.

Dobbiamo far veloce perché uno dei posti per mangiare non fa servizio cena e chiude presto, così ceniamo alle 18.00 per poi andarci a gustarci il rumore dell’oceano e del vento dalla camera nel sottotetto del nostro B&B Cliff of Moher View. È una struttura molto bella, nuova e con una vista a 360° pazzesca.
Una caratteristica casa rivolta verso la costa proprio davanti alle maestose Cliff of Moher.
Dalla collina in cui siamo si vede il relitto e il faro, unica luce che vedrò durante la notte.
Non sarà facile prendere sonno, con la finestra aperta ad ascoltare l’oceano dentro la camera.

Fromna , Iniss Onirr
Vista su Fromna Village

GIORNO 8
CLIFF OF MOHER
È stato come risvegliarsi dentro a una fiaba, in una dimensione attraente e inimmaginabile.
Prendiamo le biciclette e ci dirigiamo verso il faro, una delle due biciclette si fora e proseguiamo a piedi.
A mezzogiorno parte il traghetto, utilizzo gli ultimi minuti per acquistare un caratteristico maglione di lana grezza, tipica di queste isole.
Siamo stanchi e io provata di nuovo dalla traversata di quel lembo di oceano.

Cliff of Moher
Cliff of Moher

La tappa successiva, a pochi chilometri da noi, sono le maestose ed altissime scogliere di Moher.
Lunghe circa 8 chilometri e alte oltre 200 metri offrono una delle esperienze più suggestive da fare in Irlanda.
Camminare sugli strapiombi, farsi accarezzate le guance dal vento è una sensazione di potenza e impotenza in egual modo.
Il luogo, facilmente accessibile, merita una giornata intera tra passeggiare e meditare sull’infinito che offre e per i più fortunati godersi il tramonto.
Noi abbiamo poco tempo a disposizione, dobbiamo salire in direzione di Sligo, salutiamo le scogliere pensando che ci sarebbe voluto più tempo.

Cliff of Moher
Cliff of Moher

A Sligo veniamo accolti dal signor Carl che ci ospita al piano superiore della sua casa.
E‘ molto usuale in Irlanda dormire nelle case delle famiglie, in spazi e bagni esclusivi.
A noi sono capitate famiglie di mezza età, con figli grandi usciti di casa e tanti spazi a disposizione.
I prezzi sono abbastanza simili, tutto dipende dalla distanza, dal luogo e dalla richiesta del momento.

GIORNO 9
SELCIATO DEL GIGANTE
Partiamo in direzione Nord, non è possibile vedere tutto e qualcosa dobbiamo sacrificare come la Contea del Donegal che vediamo fugacemente dal finestrino.

Entriamo così in Irlanda del Nord, ce ne accorgiamo perché l’ambiente cambia drasticamente, nella cura e nella tipologia dei servizi lungo le strade.
Dopo ore di viaggio arriviamo in un posto bellissimo, Giant’s Causeway, Il selciato del gigante, un luogo per me sconosciuto e inaspettato.

Selciato del Gigante, Irlanda del Nord
Giant’s Causeway
Selciato del Gigante, Irlanda del Nord
Giant’s Causeway

Il posto è famoso per delle caratteristiche colonne di roccia a forma pentagonale di derivazione vulcanica. È molto suggestivo camminare sulle pietre, ce ne sono tantissime, di diverse altezze e dimensioni, un piastrellamento naturale a ridosso delle rocce.
Il tutto è immerso nell’abbraccio di una baia verde, con alte sponde che scendono a scivolo verso il mare.
Non è solo per questo che affascina ma anche per la bellezza di questa verde e rocciosa baia in cui è possibile camminare, affacciati da una parte verso l’oceano e dall’altra verso verdissimi prati.

Selciato del Gigante, Irlanda del Nord
Giant’s Causeway
Selciato del Gigante, Irlanda del Nord
Giant’s Causeway
Selciato del Gigante, Irlanda del Nord
Giant’s Causeway

Il luogo si presta bene ad evocare leggende di ogni genere, da una di queste la derivazione del nome.
Al tramonto ci siamo fatti suggestionare dai rami degli alberi della fatata Dark hedges, luogo in cui sono state girate scene di Games of Thrones.
La giornata è stata lunghissima e in tarda serata arriviamo a Belfast.
Mi guardo le spalle ed è solo una sensazione, Belfast affascina anche per questo, sembra di essere catapultati in scenari di film polizieschi, luoghi bui nella penombra di un flebile lampione.
In periferia le case sono tutte uguali, una attaccata all’altra:
E’ possibile vedere cosa succede negli appartamenti al piano terra, dalle grandi vetrate che si aprono sulle stanze.

Belfast
Appartamento in cui abbiamo pernottato.

In un quartiere frequentato principalmente da studenti, la nostra camera è al secondo piano di uno di questi appartamenti, nel sottotetto.
Entriamo nella porta gialla con un codice numerico e saliamo per le strette e ripide scale, ricoperte di moquette.
Sentiamo un costante scroscio di acqua mentre saliamo, veniamo avvolti da nebbia di vapore acqueo. Apriamo la stanza assegnata ed è totalmente allagata, sembra un bagno turco.

Capiamo che il rubinetto dell’acqua posto in camera era stato distrattamente lasciato aperto da chi l’aveva pulita, contattiamo il proprietario e Booking, è tardi e l’assistenza non è delle più immediate.
Ci facciamo una grossa risata, apriamo tutto e ci mettiamo ad asciugare, per fortuna la stanza è piccolina e facciamo presto.
È tardi e abbiamo fame, troppo stanchi per raggiungere il centro ci mettiamo in fila in una cucina cinese gestita da un’intera famiglia che produce cibo takeaway.

GIORNO 10
TRA BELFAST E DUBLINO

Facciamo un giro frettoloso per Belfast a cui avremmo voluto dedicare più tempo perché è veramente carina e si fa scoprire facilmente ma siamo stanchi e abbiamo fretta di raggiungere Dublino dove ci aspetta un amico, Alessandro che ci ospiterà nella sua casa.

Belfast
Una strada di Belfast
Murales Bobby Sands, Belfast
Murales in cui è rappresentato l’attivista Bobby Sands

Prima di lasciare Belfast passiamo nel quartiere dei Murales, il West Belfast.
I muri di questo luogo sono ancora testimoni delle tensioni politiche e sociali del secolo scorso.

GIORNO 10-14
ALLA SCOPERTA DI DUBLINO
Di nuovo ci accoglie Dublino, dove passeremo i prossimi 4 giorni.
Dublino è una città relativamente piccola e ogni luogo di maggiore interesse è raggiungibile a piedi.
Non è necessaria una grande preparazione per visitarla ed è divertente scoprirla facendosi guidare dall’istinto. Per chi non ha molta voglia di camminare c’è una comodissima linea di metro-tram che attraversa tutta la città da Nord a Sud.
Oltre a farsi guidare dal proprio naso e scoprire gli angoli più casuali e colorati di Dublino, ci sono sicuramente dei luoghi da non perdere.
Se vuoi approfondire e sapere cosa ho visto a Dublino clicca qui.

(Questo viaggio risale ad Agosto 2019 e ogni riferimento all’interno dell’articolo è relativo a quel periodo)

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3 commenti su “IRLANDA: due settimane viaggiando on the road.

  1. Un bellissimo viaggio che mi ha fatto rivivere le stesse tappe che ho fatto anche io, ma con due differenze: non sono stata alle isole Aran, purtroppo, e questo percorso l’ho suddiviso in tre viaggi diversi. Diciamo che ogni scusa è buona per tornare in Irlanda, perché è un paese che ti ruba il cuore. I paesaggi, l’atmosfera – e l’accoglienza nei B&B immersi nella campagna.
    Per quanto riguarda Belfast, l’ho vista molto velocemente e poi ci dovevo tornare quattro anni fa ma si è messo di mezzo il Covid: spero di riprogrammare presto.

  2. Che meraviglioso viaggio! Sono stata in Irlanda più di 15 anni fa (come vola il tempo) e sento ancora nelle orecchie la musica suonata dal vivo nei pubs e l’odore dell’oceano dalle scogliere di Moher…. la libertà delle isole Aaran girate in bicicletta. Che ricordi e che voglia di tornarci

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