Isola di Gorgona. Tra carcere e natura nell’arcipelago toscano.

Attracchiamo al piccolo molo dell’isola.
Prima di scendere dalla barca lasciamo cellulare e documento.
È così che accedo all’isola, senza identità.
Sono idealmente nuda e questo aspetto renderà l’esperienza profonda.
Qui, dove le persone cercano di crearsi una nuova identità, io lascio la mia sulla barca. 

L’isola

L’isola di Gorgona fa parte dell’Arcipelago Toscano.
È la più piccola di sette isole: Elba, Giglio, Capraia, Montecristo, Pianosa, Giannutri, Gorgona.
Dalla costa la si scorge in particolar modo da Livorno, comune a cui appartiene.
Le sette isole fanno parte del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano.
È possibile visitare tutte le isole dell’arcipelago.
Non tutte sono accessibili liberamente, alcune richiedono permessi e accompagnatori.

Come prenotare una visita

L’isola di Gorgona è visitabile in giornata con una escursione guidata. A Gorgona non si può pernottare, ad esclusione di  chi lavora, sconta una pena o è proprietario di una casa. Abbiamo prenotato l’esperienza all’Ufficio guide outdoor .È necessario per tempo lasciare gli estremi del documento di identità per dare modo all’Amministrazione Penitenziaria di controllare la fedina penale di ciascuno (qui maggiori informazioni). 

Escursione

È mattina presto, il ritrovo è al Porto Mediceo di Livorno.
In mezz’ora attracchiamo al porticciolo di Gorgona.

La guida ambientale ci accompagna alla scoperta dell’isola.
E’ previsto
un percorso a piedi di 10 chilometri su strade sterrate. 
Risaliamo il piccolo villaggio e ci incamminiamo nella parte alta, all’ombra dei pini.
Camminiamo nella macchia mediterranea seguendo aromi di arbusti e il volo dei gabbiani.

 

Scorgiamo Cala maestra dall’alto.
Una piccola cala inaccessibile in cui è possibile attraccare solo in caso di naufragio.
Passiamo da Torre Vecchia nella parte che guarda verso occidente.
L’isola è un susseguirsi di alture e piccole valli, odore di mirto, lentisco e rosmarino.
Scendiamo e troviamo vecchie strutture carcerarie dismesse.
Visitiamo le fattorie, i vigneti e le coltivazioni. Gli animali sono allevati non per fini alimentari. Arriviamo al piccolo paese. Case colorate, una chiesa, il campo da calcio, il parco giochi e le strutture carcerarie.

Il carcere

Istituita nel 1869, ad oggi la Colonia Penale di Gorgona è attiva.
Gorgona è l’unica isola penale rimasta in Italia.

Attualmente risiedono circa 70 detenuti, arrivati sull’isola per buona condotta.
Se un tempo le isole erano  un luogo facilmente controllabile ed isolato, ad oggi è un modo diverso di fare detenzione.

C’è convivenza tra detenuti e visitatori, personale lavorativo e residenti (una sola persona nel 2019). Sono in vigore regole ben precise e diversi livelli di detenzione. Anche i familiari dei detenuti possono accedere all’isola.

L’aspetto educativo

Un carcere a cielo aperto.
La possibilità di affrontare un percorso terapeutico concretamente rieducativo.
Come?
Prendendosi cura dell’ambiente e degli animali.
Riscoprendo se stessi e il rispetto verso il prossimo.
Producendo e lavorando per salvaguardare il territorio e  restituirlo alla società.

Tutti questi aspetti hanno reso Gorgona un’esperienza profonda.
Passiamo l’ultima ora nel piccolo paese.
Allo spaccio beviamo un buon caffè per pochi centesimi e acquistiamo dell’ottimo formaggio.
Ci rinfreschiamo nella caletta del porto e arriva l’ora di andare.
Rientro piena di riflessioni e tanta bellezza.

(Le fotografie all’interno dell’articolo sono state scattate da chi era autorizzato a farlo e successivamente sono state donate ai visitatori)

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