Istanbul, 4 giorni sul ponte tra oriente e occidente

Tra le città europee più visitate, Istanbul è l’unica città al mondo appartenente a due continenti.
lo stretto del Bosforo oltre a collegare il Mar Nero al Mare di Marmara  traccia il confine tra la parte europea e la parte asiatica della città.
Chiamata nelle sue molte vite Bisanzio, Nuova Roma e Costantinopoli, Istanbul evoca nella pronuncia del suo nome incanto, mistero e mescolanza.
Ricca di storia, tesori e cultura, Istanbul è una tappa immancabile per chi vuole innamorarsi per sempre. 

GIORNO 1

Atterriamo all’aeroporto Ataturk Havalimani nel tardo pomeriggio.
Ci attendono 50 minuti di metropolitana e 17 fermate prima della nostra, Axarai.
La città ci passa velocemente davanti, filtrata dal vetro opaco della metro.
Vecchio e nuovo si alternano e ci danno l’assaggio di una città piena di fascino e tradizione.
Guardandola sulla mappa abbiamo l’impressione di una città che si è allargata prepotentemente per dare spazio alle sue innumerevoli vite.
Il nostro tempo a disposizione ce ne mostrerà solo un prezioso assaggio.
Scesi dalla metropolitana scegliamo di camminare per raggiungere l’albergo.
La città offre una buona rete di tram e pullman che utilizzeremo nei giorni successivi.

Vogliamo entrare a piccoli passi nella città e lo facciamo a stomaco pieno.
Ci fermiamo a uno dei tanti banchetti ambulanti con il tettino rosso che vende cibo.
Castagne, succo di melograno, pannocchie e pane.
Compriamo un caratteristico pane con il sesamo, il Simit. Lo scegliamo semplice ma può essere gustato anche con marmellata o formaggio.
Intorno a noi tanta gente, qualcuno di fretta, altri immersi in una totale calma.
Cosa colpisce è la netta distinzione e convivenza tra tradizione e progresso.
Fianco a fianco camminano uomini  in giacca e cravatta, con la dishdasha o la kippa.
Alcune donne indossano lo hijab, chador, niqab e burqa. Altre mostrano volti espressivi esaltati dal trucco e incorniciati da lunghi capelli.
La bellezza di Istanbul sta nei suoi estremi, culturali, storici e religiosi.

Dopo essere passati dall’albergo, il Balin boutique Hotel, usciamo.
Ci troviamo nella centralissima Sultanamet, il cuore storico, ricco di monumenti della città.
Camminiamo tra i vicoli sopra il porto e ci fermiamo al Kumkapi historical restourant.
Ordiniamo kebab, patlican Salatasi, una squisita insalata di melanzane, e caffè turco.
Dopo cena passeggiamo tra le viuzze del quartiere. Tutto è deserto e silenzioso, poche persone in giro.

Solo i panni stesi e le vetrine delle pasticcerie illuminate animano un quartiere a riposo.
Ci perdiamo tra i vicoli e improvvisamente veniamo sorpresi dalla Sultanahmet Camii.
La maestosa Moschea Blu trafigge il cielo con fasci di luce dei suoi minareti.

GIORNO 2

Le strade deserte di ieri notte sono diventate un frenetico magazzino a cielo aperto.
In ogni negozio, vicolo o garage piccoli camion in partenza e arrivo, scatoloni di cartone, imballaggi e sballaggi di scarpe, borse, oggettistica.
Cartina alla mano il quartiere si gira molto bene in autonomia.
Le tappe di rito sono la Moschea blu, Palazzo Topkapi, Basilica Cisterna e Aja Sofia che riserviamo all’ultimo giorno.

Moschea Blu

La Sultanahmet Camii è tra le più importanti moschee della città.
E’ chiamata anche Moschea Blu per le molte maioliche di questo colore che la rivestono internamente.
Inaugurata nel 1617, è stata voluta dal sultano Ahmet I.
Capitananta da sei minareti che solleticano le nuvole, l’imponente moschea ci mostra il suo splendore esterno.
Purtoppo al momento del nostro passaggio l’accesso era chiuso a causa della ristrutturazione.

Palazzo Topkapi

Delle quattro attrazioni, a Palazzo Topkapi merita dedicare più tempo.
Qualche ora è necessaria per godere a pieno di tutto ciò che offre.
Sono interessanti gli spazi interni come quelli esterni, le sale sfarzose e i giardini ben curati.
Si possono ammirare ed immortalare gli innumerevoli dettagli strutturali e decorativi.
Palazzo Topkapi è uno spaccato interessante di ciò che era la vita dei sultani ottomani, fatta di sfarzi, eccessi e lussi.

Basilica Cisterna

Estremamente suggestiva, Basilica Cisterna è un luogo da non perdere.
Complice l’oscurità Basilica Cisterna è unica nel suo genere.
Le perfette simmetrie delle 336 colonne evocano un grande fascino.
Costruita nel 532, la cisterna serviva a raccogliere acque da destinare al Gran Palazzo di Bisanzio; successivamente per irrigare i prati di Palazzo Topkapi.
Visitarla non richiede moltissimo tempo.
Scendendo nel sottosuolo è possibile fuggire dal caldo e dalla luce.
La base della cisterna è percorribile grazie alle passerelle che la attraversano.
Interessanti le basi di due colonne a testa di medusa e le carpe che popolano alcuni ristagni di acqua.

Una giornata impegnativa, spezzata da un pranzo al mercato è terminata al Gran Bazar.
Il mercato coperto di Instanul è una vera e propria cittadella di viuzze in cui perdersi.
Sono gli aromi, i colori e le voci a guidarci al suo interno.
Un’esperienza che vale una giornata di viaggio per chi vuole acquistare e conoscere le varie manifatture locali.
Nel nostro caso abbiamo preferito dare spazio ad altro e riservare al mercato una picccola parte di tempo.

Per terminare la serata in un posto caratteristico e rilassante siamo stati al Corlulu Ali Pasa Madresesi.
Si accede da una porticina che si apre su un ampio spazio interno.
Piccoli giardini, chiostri e sale da tè.
Qui abbiamo incontrato una Istanbul autentica.
Uomini che guardano partite di calcio, giocano a carte, gustano tè e fumano narghilè.
Caratteristici gli arredi in legno dal sapore tradizionale.

GIORNO 3

Il terzo giorno ci dedichiamo ai quartieri Fatih, Balat e Fener.
Vogliamo assaporare la vita autentica di quartiere, lontana dal turismo.
I panni tesi alle finestre a dare voce ai volti oscurati dai veli.
I bambini giocano sul marciapiede di strade semideserte, i gatti fanno le fusa in cambio di un pò di cibo.
Complice il poco tempo e la paura di non cogliere ogni sfumatura, abbiamo prenotato prima di partire un tour con una guida del posto in lingua italiana.
Kadir è stato molto cordiale e paziente.
Un’ottima guida, capace di farci cogliere dettagli che da soli non avremmo notato.

Ponte tra oriente e occidente

Il pomeriggio decidiamo di prendere un battello per navigare dal Corno d’oro fino al Canale del Bosforo.
Una gita romantica al tramonto per ammirare da un’altra prospettiva i colli della città, le moschee e le ville dei sultani.
Nel cuore del Corno d’oro: da un lato il quartiere Sultanahmet, dall’altro la zona di Galata.
Entrati nello stretto del Bosforo siamo passati sotto ai ponti che uniscono Europa e Asia.
Rientrati al molo abbiamo terminato la giornata mangiando uno dei caratteristici panini con le acciughe, il balık-ekmek. Vengono venduti a ridosso dei moli, cucinati in caratteristiche imbarcazioni galleggianti.

GIORNO 4

L’ultimo giorno lo abbiamo dedicato alla Suleymaniye Camii, la Moschea di Solimano.
Edificata nel 1550 su uno dei colli di Istanbul la moschea è nel cuore del Quartiere dei Bazar, nella città vecchia.
Abbiamo passeggiato sulla sua moquette, alzato gli occhi verso la cupola e ci siamo persi tra le mille luci del grande lampadario. La preghiera del muezzin ci ha cullato nella sua nenia.

Il pomeriggio siamo andati a visitare la Basilica S.Sofia, l’attrazione principale di Istanbul.
Nata nel 537 d.c. come chiesa, è diventata successivamente moschea, poi museo e di nuovo moschea.  E’ il luogo in cui abbiamo trovato il maggior numero di visitatori in fila per entrare.
Al termine della visita ci siamo soffermati nella piazza adiacente ad osservare le persone. Bambini che rincorrevano piccioni, amiche intente a passeggiare, famiglie che si gustavano un gelato, il sole caldo del pomeriggio e tanta gioia dei più piccoli.
 

Le ultime ore a Istanbul le abbiamo passate a sorseggiare tea nel pittoresco giardino di House of medusa per poi concludere con una cena a base di carne cotta dentro a un contenitore di terracotta sigillata.
Molto scenografica l’apertura del coccio che viene letteralmente scaldato con un fuoco vicino alla tavola per poi essere rotto.
Al suo interno uno stufato di carne e verdure.

Quattro giorni intensi nel quartiere di Sultanahmet.
Se è vero che Sultanamet è una piccolissima parte della città al cospetto della sua grandezza, è altrettanto vero che al suo interno custodisce tantissimi tesori che non vale la pena perdere.
Non resta che tornare per gustare finio in fondo le infiite sfumature di una città senza confini.

5 commenti su “Istanbul, 4 giorni sul ponte tra oriente e occidente

  1. Abbiamo appuntato Istanbul nel quaderno dei “posti da visitare” da anni, leggendo il tuo itinerario, non ti nego che una voglia di prenotare oggi stesso è stata dura da debellare. Purtroppo non è ancora il momento. Ma è sempre bello “vedere” certi luoghi leggendo i ricordi di chi ci è stato.

  2. Istanbul l ho visitata solo per 2 giorni durante un tour della Turchia e ho visto soltanto le attrazioni principali (moschee, grand bazar, bazar delle spezie, crociera sul bosforo) ma mi sono persa tutti i quartieri più belli , Fener, Balat, Sultanahmet, Fatih. Al più presto ritornerò per più giorni per vivere pienamente le meraviglie di questa città.

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