La più bella tra le belle. L’isola di Pianosa nell’Arcipelago Toscano.

Il nome racchiude una sua caratteristica distintiva.
Pianosa è piana, talmente piana che la si scorge e pochi chilometri dalla sua costa.
Ma ciò che la rende unica non è il suo poco livello sopra al mare o la sua forma triangolare.
Pianosa è resa unica dalla bellezza del mare,
dai ruderi del paese abbandonato che ancora hanno voglia di parlare.
Pianosa racconta storie,
di persone che a Pianosa sono state per fermarsi e ricominciare.

Pianosa è un cielo stellato che la illumina a giorno,
è una luna che fa capolino e sono lepri che ti svegliano al mattino.

Pianosa è un posto per stare e ritrovarsi, sempre, da qualche parte.

STORIA DELL’ISOLA

Collegata alla terraferma per molti millenni, Pianosa racconta di insediamenti umani nel XII sec. a.c.
In epoca romana fu luogo d’esilio di Agrippa, nipote di Ottaviano Augusto.
Ciò regalò a Pianosa edificazioni termali e ville di cui ancora si conservano i resti.

A Pianosa sono attualmente visitabili le Catacombe, nel tempo adibite a cantine, risalenti al 300 d.c.
Dopo secoli di silenzio, fu con le Repubbliche Marinare che Pianosa tornò di nuovo a vivere, come fortezza strategica di Pisa.
Nel 1500 Pianosa fu totalmente rasa al suolo e resa disabitata dai gallo-turchi.
L’isola tornò alla ribalta con Napoleone. Pianosa venne fortificata e protetta, prima di essere ripopolata.
È con il Congresso di Vienna che Pianosa viene inglobata dal Granducato di Toscana.

STORIA DELL’ISOLA E DIMENSIONE CARCERARIA

Durante le guerre di indipendenza Pianosa, non ancora carcere, è individuata come domicilio coatto, una misura preventiva simile agli arresti domiciliari attuali.
Nel 1858 che avviene il primo tentativo, riuscito, di colonia penale: sull’isola vengono inviati 12 minori.
Pianosa è la prima colonia agricola italiana.
L’isola viene suddivisa in piccoli poderi.
 Qualche decenni dopo sull’isola si contavano quasi 1000 detenuti.
Nel 1869 fu fatta una succursale della colonia, sull’ isola di Gorgona, nello stesso arcipelago.
La prima Guerra Mondiale non riguardò Pianosa ma nel ventennio fascista l’isola accolse i detenuti politici sovversivi, tra cui Sandro Pertini.
Nel 1968 Pianosa divenne Carcere di massima sicurezza.
Nel 1989 si prospettò la prima chiusura del carcere per restituire l’isola ai civili ma in seguito all’emergenza  conseguente agli attentati di Falcone e Borsellino a Pianosa venne istituito il 41 bis.
Il 41 bis è il codice che predispone ad un particolare tipo di regime, il carcere di massima sicurezza.
A Pianosa andarono detenuti con reati di stampo mafioso e l’isola diventò inaccessibile e blindata.

Nel 1996 viene istituito il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e nel 1997 l’ultimo detenuto mafioso lascia l’isola.
Dal 1998 si va verso la chiusura del carcere, che definitivamente avverrà nel 2011.
Ad oggi il carcere è chiuso definitivamente.
Ci sono alcuni detenuti del carcere di Porto Azzurro  che usufruendo dell’articolo 21 svolgono attività esterna al carcere e si occupano della coltivazione di prodotti biologici e di attività di manutenzione.

COLLOCAZIONE GEOGRAFICA E DIMENSIONE NATURALISTICA

Pianosa si trova nel mar Tirreno, sulla costa toscana e fa parte dell’omonimo arcipelago, insieme alle sorelle maggiori Elba, Giglio, Capraia, Montecristo e le minori Giannutri e Gorgona.
Ha una superficie di 10 chilometri quadrati e fisicamente è collocata tra la Corsica e l’Elba.
Seguendo una linea immaginaria, da Pianosa guardando verso nord si scorge Capraia e scendendo verso sud Montecristo.

 È un’isola di pochi metri sopra il livello del mare e la si scorge visivamente come una macchia sull’acqua.
Si trova in provincia di Livorno, nel comune di Campo nell’Elba.
Prevalentemente rocciosa, le sue scogliere sono intervallare da sabbia chiarissima.
La macchia mediterranea dai profumi di ginepro, lentisco e rosmarino è diffusa su tutta la sua superficie.
L’inaccessibilità dell’isola per moltissimo tempo ha sostenuto e protetto la biodiversità dell’isola.
Luogo ideale per nidificare, sono circa 30 le specie di uccelli che lo fanno.

COSA FARE A PIANOSA

Per lunghi periodi blindata, l’isola è diventata gradualmente sempre più accessibile ai visitatori.
Nonostante l’ingresso contingentato, a tutela dell’ambiente, sull’isola possono accedere giornalmente 450 persone.
Pianosa è raggiungibile giornalmente con i traghetti che partono da Piombino e Marina di Campo.
Non è possibile accedere con imbarcazioni private, non è possibile oltrepassare la distanza di un miglio dalla costa.

Si può accedere autonomamente all’isola pagando un ticket di accesso di 8 euro oltre al costo del traghetto.
È possibile accedere all’isola in autonomia.
I luoghi ad accesso libero sono il vecchio paese, i musei, le catacombe, il vecchio porto e la bellissima Cala Giovanna.
La maggior parte dell’isola rimane inaccessibile, alcune zone possono essere raggiunte con le guide.
Cala Giovanna è la grande cala adiacente al porto, il mare più cristallino della Toscana ed è l’unico tratto di costa balneabile.
A Pianosa si sbarca alle ore 10:45 del mattino e si riparte il pomeriggio alle 17:00.
Ma a Pianosa Isola è possibile anche dormire.
Nel vecchio paese dell’isola c’è l’unico albergo, Albergo Milena.
Sull’isola di trova anche un bar/ristorante “Brunello”.
Entrambi i servizi sono gestiti dalla Coop. Arnera.

Andando con le visite guidate organizzate dal Parco Arcipelago è possibile esplorare alcune parti dell’isola in varie modalità: a piedi, in bike, bus, carrozza, kajak e facendo snorkeling.
Oltre a queste esperienze è possibile visitare la bellissima casa restaurata dell’Agronomo, le catacombe, il museo delle scienze, il museo della storia dell’isola e da giugno sarà possibile visitare carcere di massima sicurezza “Agrippa”.

LA MIA ESPERIENZA

Sono stata tre volte a Pianosa in tre momenti diversi della vita e facendo esperienze diverse.
Se la prima volta l’idea di dimensione carceraria e di isola deserta mi metteva timore e non mi faceva sentire sicura, le volte successive sarei rimasta settimane.
Pianosa è un’isola meditativa, di silenzio e pace.
A Pianosa si può staccare la spina dalla vita caotica della terraferma e calarsi in una dimensione più umana.
Ogni volta che sono stata a Pianosa ho ritrovato qualche pezzo di me che avevo perduto.
La prima volta sono stata una giornata e ho partecipato a un tour in bike che ci ha portato a esplorare una parte di costa molto bella ed alcune strutture carcerarie.
La seconda volta sono stata due giorni.
Il meglio Pianosa lo dà la sera, quando la maggior parte dei turisti rientra con il traghetto delle 17:00.
Sull’isola rimangono pochissime persone, la dimensione di silenzio e pace è unica.
Si gode a pieno della spiaggia e della vista a grandangolo sull’isola d’Elba che si trova di fronte.
È possibile fermarsi a parlare con le poche persone che vivono e lavorano sull’isola e si possono avere scambi umani molto interessanti.

Il poco inquinamento luminoso la notte a Pianosa regala cieli di stelle meravigliosi.
La terza volta sono tornata con mio figlio.
Dovevo partecipare a un trekking nella parte sud dell’isola ma ho preferito rimanere a goderci la spiaggia.

INFO UTILI

Pianosa fa parte del Parco Naturale dell’Arcipelago Toscano e la sua area è protetta.
L’ingresso all’isola è contingentato e si parla di 450 unità giornaliere tra turisti, residenti nel comune di appartenenza, volontari e lavoratori.
Non si accede con imbarcazioni proprie in quanto l’area marittima circostante non è accessibile privatamente.
L’isola si raggiunge con i traghetti che partono da Marina di Campo, Rio Marina e Piombino.
Le compagnie che coprono la tratta sono Toremar e Aquavision.
L’albergo presente sull’isola si chiama Hotel Milena ed è molto accogliente.
I posti a disposizione sono limitati.

Sull’isola è presente un bar e ristorante “Brunello”.
Entrambe le attività sono gestite dalla Cooperativa Arnera e potete trovare tutte le informazioni QUI.
Oltre a usufruire liberamente della bellissima spiaggia, visitare il paese abbandonato e il museo della storia e memoria dell’isola, da soli si può andare al bar e al ristorante.
Tutte le altre attività proposte, bike, trekking, carrozza, Casa dell’Agronomo, visita al carcere di Agrippa, kajak, snorkeling possono essere prenotate e fatte accompagnati da guida.

Per informazioni sulle attività e come prenotare trovate le informazioni QUI 
Sull’isola è presente l’Associazione per la difesa dell’Isola di Pianosa, che ha lo scopo di mantenere viva la memoria storica, con particolare rispetto e attenzione a tutte le persone che ci hanno abitato.  
Ha anche lo scopo di tutela e difesa dell’ambiente.

6 commenti su “La più bella tra le belle. L’isola di Pianosa nell’Arcipelago Toscano.

  1. Anche io non avevo mai considerato Pianosa come una meta turistica perché la associavo al carcere, in realtà è un luogo magnifico e le tue foto rendono perfettamente l’idea di una natura incontaminata, si un mare spettacolare e di un silenzio che invita alla meditazione. Un ottimo spunto il tuo articolo, grazie per il suggerimento

  2. Ma che meraviglia quest’isola! per fortuna che ospita ancora solamente un albergo, così riesce a mantenere il flusso turistico abbastanza nella media. Paradisi simili vanno tutelati e preservati. Mi hai incuriosito e credo proprio che terrò a mente Pianosa per una fuga estiva!

  3. Dalla tua descrizione sono già conquistata da quest’isola, già m’immagino la sensazione quando alla sera si spopola, l’ho vissuto a Levanzo e in alcune isole della Sardegna, una meraviglia!

  4. Non sono ancora mai stata su quest’isola ma trovo che sia davvero incontaminata e forse ancora lontana dal turismo di massa che invece ha travolto altre località del nostro Paese. Grazie delle dritte.

  5. Dell’arcipelago ho visitato solo l’Isola d’Elba quando avevo 17 anni, ospite dei miei zii che abitano proprio lì. Pianosa mi ispira molto, forse perché è piccola e discreta, forse perché mantiene ancora quell’autenticità rara che il turismo di massa ha spazzato via!

  6. Non pensavo che quest’isola fosse così affascinante! Le tue foto sono semplicemente incantevoli, mi hanno conquistata sin dalla prima, quella con i papaveri. Dev’essere bellissimo passeggiarci la sera quando i turisti se ne vanno col traghetto.

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