Le cascate di Ouzoud. Un’oasi nel cuore del Marocco.

“È notte.
Gli ultimi chilometri li abbiamo guidati nel buio.
Non sappiamo cosa ci aspetta e nemmeno tra quanto arriveremo.
In lontananza davanti a noi appare un bagliore. Luce gialla sempre più calda appannata dal fumo.
Procediamo lentamente, in mezzo a donne e uomini festeggianti.
I bracieri accesi spezzano l’oscurità delle ultime ore di viaggio.
È così che ci accoglie Ouzoud, un piccolo villaggio berbero situato nella catena montuosa de Medio Atlante in Marocco.”

Da Fes a Ouzoud

Siamo partiti in tarda mattinata, abbiamo viaggiato circa otto ore.
Da Marrakech, Ouzoud si raggiunge in circa tre ore.
Partendo da Fes è possibile arrivarci dopo 7 ore di viaggio.
Un’alternanza di villaggi berberi, fattorie e campagna brulla.

Le cascate di Ouzoud sono un luogo inaspettato in una terra piena di sorprese.

Il Marocco offre tantissimo dal punto di vista naturalistico e culturale.
Se è possibile passare dall’oceano al deserto attraversando le montagne, è altrettanto possibile passare da una città imperiale all’altra attraversando laghi, fiumi e cascate.

Se vuoi approfondire il Marocco trovi qui il mio viaggio a Essaouira e una notte nel deserto del Sahara.
Siamo partiti da Marrakech 10 giorni fa ed eccoci qui a passare una notte insolita in mezzo alla natura.

Ouzoud

Arriviamo al nostro albergo, Hotel Chellal d’ozoud in tarda serata. 
La cucina è chiusa, riusciamo a rimediare uova fritte.
Il fresco e il buio ci accompagnano verso un sonno profondo.

Ci svegliamo con una colazione a base di msemen, burro, crepes, marmellata e olio di argan.
La nostra guida ci aspetta fuori dall’hotel.
Avere un accompagnatore non è indispensabile ma per noi è stato utile per ottimizzare il tempo.

Il percorso per arrivare alle cascate

Ci mettiamo in cammino.
Faremo un percorso ad anello.
Scendiamo il sentiero sul lato destro del canyon per poi risalire dalla parte opposta.
Camminiamo sulla terra rossa, circondati da ulivi e alberi da frutto.
Insieme a noi passeggiano polli e galline.

Attraversiamo il folclore del mercato.
Ci vengono offerte spezie, tessuti e oggettistica berbera.
Intorno a noi montagne rosse macchiate di arbusti verdi.

In lontananza vecchi ruderi in terra e paglia.

Costeggiamo un fiumiciattolo, qualcuno fa il bagno.
Improvvisamente davanti a noi uno scenario suggestivo.
Ci affacciamo dall’alto alle cascate.
Mancano i parapetti, è prudente non avvicinarsi.
I cartelli di allerta sono scritti in arabo, berbero, inglese e francese.
Sotto di noi il vuoto.
Lo scroscio di tre salti d’acqua risale dal basso.
Scendiamo per un sentiero, abbastanza scosceso ma fattibile.
Insieme a noi gli asini trasportano i bagagli dei vari campeggiatori.
Questo luogo, gita fuoriporta dei turisti da Marrakech, è meta di villeggiatura per i marocchini e non solo.
Arriviamo ai piedi della cascata, nel Canyon di Oued el Abid.

Attraversiamo lo specchio d’acqua camminando su grandi pietre e ci fermiamo in uno dei tanti chioschetti dove rifocillarsi.
Ordiniamo un tè alla menta e ci godiamo lo spettacolo.
Davanti a noi un mondo vivissimo.
Acqua nebulizzata, famiglie a fare il bagno e bambini a tuffarsi nell’acqua gelida.
Ci sono delle grandi zattere galleggianti su cui sono adagiate sedie.
Le zattere portano i turisti fin sotto gli schizzi della cascata.

E’ l’ora di rientrare.
Risaliamo tanti scalini terminando così il percorso ad anello.
È un susseguirsi di bancherelle che vendono cibo, oggettistica e ogni tipo di souvenir.
Acquisto dei pantaloni e dei mesmen per il viaggio.

Piacevolmente colpiti da un luogo inaspettato, risaliamo in macchina.
Salutiamo il clima mite di Ouzoud, il caldo torrido di Marrakech ci aspetta.

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