MAROCCO, 14 giorni on the road.

Questo viaggio risale all’anno 2013.
Quattro amici, una macchina e una nazione da scoprire.
Quattordici giorni, 7 tappe, 1867 chilometri percorsi.
Partendo da Marrakech, passando per la costa atlantica e andando verso nord, per poi discendere nuovamente verso sud.
L’itinerario di viaggio corre tra le città imperiali, alcune mete di surfisti e altre tappe intermedie da scoprire per spezzare le distanze.
Se 1700 chilometri in auto sembrano molti, dico subito che il viaggio in macchina è stata per me la parte più entusiasmante.
Guardare dal finestrino mi ha permesso di osservare  la vita vissuta lungo le strade e i diversi e suggestivi paesaggi che cambiavano come in un documentario.

MARRAKECH, TAGAZOUD, ESSAOUIRA, OUALIDIA, RABAT, FES, OUZOUD, MARRAKECH.
È un viaggio che ha lasciato una traccia profonda in me, una sorta di imprinting che mi lega fortemente al popolo marocchino.
Sono tornata in Marocco tre anni dopo e il mio viaggio lo trovate qui,
-il deserto del Sahara, 4 giorni on the road-

A distanza di anni riesco con facilità a ricostruire il viaggio.
Sono indelebili i ricordi impressi, molte le fotografie che immortalano innumerevoli dettagli e tante le parole lasciate scritte tra le righe di un diario.

GIORNI UNO
Arrivo a Marrakech

Partiamo dall’Aeroporto internazionale di Pisa-San Giusto, più conosciuto con il nome Galileo Galilei.
Atterriamo all’ Aeroporto Marrakech – Ménara dopo circa tre ore e mezzo, è tardo pomeriggio.
Ci accolgono 35/40 ° e
gli esercizi commerciali sono chiusi perché siamo in pieno Ramadan.
Dall’Italia avevamo prenotato un mezzo, ci dirigiamo al nostro autonoleggio.
Un autista ci fa salire in macchina e ci accompagna fuori dall’aeroporto in un luogo dove si trova la nostra auto. All’interno dell’auto il CD di musica locale sarà la colonna sonora del nostro viaggio.
L’aeroporto è molto vicino al centro città, pochi chilometri e parcheggiamo nei pressi delle mura della medina.
Ci dirigiamo a piedi al nostro alloggio, hotel Aday, u
na doccia veloce e usciamo a cena.
Nella animata via Prince Moulay Rachid, ceniamo nei pressi dell’ Hotel Agnaoue e mangio la prima, deliziosa, tajine.

Ci affacciamo alla folcloristica e caotica Jamaa el Fna, ne rimaniamo inebriati ma ce la lasciamo per l’ultima tappa.
Siamo molto stanchi ed è caldissimo.
Andiamo a letto, domani si parte per il viaggio sulla costa atlantica, Marrakech la rivedremo tra 10 giorni.

GIORNO DUE
Partenza da Marrakech e arrivo a Taghazoud 274 Km

Ci svegliamo di prima mattina, il sole scalda nonostante sia molto presto.
La prima cosa che faccio è salire sul tetto del nostro albergo.
In Marocco i tetti non sono come quelli che conosco, ogni tetto è una terrazza in cui si può trovare una lieve brezza e vedere la bellezza della vita sui tetti.
Trovo sulla terrazza alcuni turisti a dormire su materassi appoggiati sulla pavimentazione, forse per il caldo o forse perché l’albergo è pieno.
Lascio con dispiacere il posto, le prime tracce di Marocco, le mattonelle e gli arredi in stile moresco.

Vorrei fotografare tutto, sono venuta qui con il desiderio di scoprire questa città e dovrò aspettare.
Con le valigie ala seguito andiamo a fare colazione, la città ancora dorme.
Scegliamo di tornare nella piazza Jamaa el Fna.

La troviamo deserta, sembra incredibile che solo poche ore fa esplodesse di musica e persone.
Ci fermiamo a un bar aperto e ci gustiamo la prima colazione di una serie che saranno un appuntamento immancabile.
Pane, crepes, msemen da gustare sole, con formaggio, miele, olio e marmellata.

Partiamo in direzione Taghazout. Un’autostrada ci porta verso la costa, passiamo da Agadir il tempo di un caffè e andiamo verso il nostro villaggio di pescatori, meta di surfisti da tutto il mondo.
Prendiamo posto al Surf Hostel, un luogo giovane che accoglie appassionati di surf e viaggiatori.
Corriamo alla spiaggia per godere del tramonto e dei cavalli che corrono lungo la riva.
La sera andiamo a cena in un ristorantino vicino al mare, il Le Spot, grigliata di pesce e patatine fritte.

GIORNO TRE
Surf a Taghazout

Ci svegliamo e saliamo sulla terrazza per consumare con tutti gli ospiti una tavola apparecchiata per la colazione.
Oggi ci dedichiamo al surf, per me è la prima (ed ultima) volta.
Saliamo su un pulmino, insieme ad altri ragazzi che condividono l’esperienza con noi.
Un maestro ci porterà tutti nell’oceano.
Per me sarà un vero e proprio flop ma apprezzo molto l’esperienza e il bagno nell’oceano.
Il pomeriggio torniamo a casa, ci riposiamo nell’orario del pranzo e poi saliamo in terrazza.
Una cosa che farò in questo viaggio è osservare, dalle terrazze e del finestrino.
È questo viaggio che ha ispirato il titolo del mio libro DAL FINESTRINO, un diario di viaggi in giro per il mondo e attraverso me stessa.
La sera decidiamo di dedicare un po’ di tempo ad Agadir e andiamo a cena in un bellissimo ristorante,
Le Jardin d’eau.

GIORNO QUATTRO
Da Taghazout a Essaouira 152 Km

Ci svegliamo e andiamo in spiaggia, è l’ultima mattina qui e ci dispiace ma la voglia di proseguire è tantissima.
Qualcuno surfa ancora, noi amiche passeggiamo sulla rive e ci fermiamo a osservare il modo che hanno qui di viversi il mare.

Ci avviciniamo alla piccola rimessa di barche sulla spiaggia e ci addentriamo tra i vicoli che risalgono il paese. Qui ogni mattina arriva pesce fresco.
Pranziamo velocemente vicino al nostro ostello, hamburger, insalata e uova.
Dopo poco siamo di nuovo in macchina.

Il viaggio sulla la costa è meraviglioso, un film che passa sotto gli occhi con paesaggi bellissimi.
Da una parte le onde dell’oceano, le spiagge, le dune, la scogliera.
Dall’altra colline deserte alternate da piccole fattorie, villaggi e paesi.
Sul ciglio della strada la vita vera di persone che si spostano a piedi, su un cassone di un’ape, a dorso d’asino.

Siamo nella zona della produzione dell’Argan, lo si capisce dalle caprette arrampicate sugli alberi e dalle cooperative di produzione lungo la strada.
Ci fermiamo a comprare olio ad uno dei banchetti che si trovano sul ciglio della strada.
Questo viaggio lo suddividerei in quattro parti di cui mi sono nutrita: umana, paesaggistica dal finestrino, la vita osservata dai tetti e le esperienze concrete che abbiamo fatto.
Sono quattro giorni che siamo qui e mi sento già tanto soddisfatta.
L’arrivo a Essaouira è al tramonto.
Avevamo un contatto per andare a dormire, un uomo italiano che vive qui.
Massimo ci accoglie nella sua casa, un bellissimo Riad di cui ci affitta due camere.
La casa è sviluppata su tre piani.
I terrazzi si aprono sull’interno di un atrio su cui cresce verso il cielo un verdissimo banano. L’arredamento e i rivestimenti sono in stile marocchino, mosaici colori pastello, ocra, turchino e tante tende mosse dal vento.
Usciamo alla ricerca di un ristorante, Restaurant Ferdaous.
Tira forte il vento a Essaouira, ci copriamo con i pochi vestiti che abbiamo, il caldo di Marrakech è un ricordo.

GIORNO CINQUE
Alla scoperta di Essaouira

Abbiamo una giornata intera da dedicare a Essaouira ed è un tempo prezioso.
La Medina di Essaouira è molto caratteristica e concentrata, in un giorno si riescono a vedere le attrattive principali.
E così, dopo una colazione con brioche e cappuccino alla pasticceria italiana sulla grande piazza del porto, ci perdiamo tra negozi di ceramiche, spezie e argenti berberi.
Ci divertiamo a contrattare, acquistare, annusare, assaggiare.
Dedichiamo del tempo alla Mellah, il vecchio quartiere ebraico per poi dirigerci a pranzo al ristorante
Al Fat (Cafe Resto Terrasse Hotel), gustandoci un delizioso cous cous sulla terrazza che affaccia al porto.

Il pomeriggio tra negozi di tappeti, sale da tè e olio di argan, passa velocemente. Dedichiamo l’ultima parte della giornata al suggestivo porto e alle barche azzurre.
Al tramonto andiamo a passeggiare sui vecchi bastioni che difendevano la città.
Ciò che conquista di Essaouira è il potente vento dell’oceano che avvolge ogni cosa.

 La sera abbiamo voglia di pizza, così scegliamo la pizzeria Silvestro e ne rimaniamo soddisfatti.
Questo viaggio mi lascia sconvolta e continuamente soddisfatta.

GIORNO SEI
Da Essaouira a Oualidia 199 Km

E ‘l’ultima mattina a Essaouira.
Ci svegliamo con calma e ci godiamo gli angoli della casa.
La cucina che affaccia sull’atrio centrale, la piccola biblioteca ricavata in un angolo del balcone e soprattutto il sole dalla terrazza sovrastante la casa.
Da lì con lo sguardo si possono sbirciare i tetti della città.

Facciamo un ultimo giro per il mercato e acquistiamo dei souvenir, io acquisto dei pantaloni, un quadro e compriamo dei biscotti mielosi per il viaggio che ci attende.
Non partiamo a stomaco vuoto, pranziamo al porto dove viene continuamente servito ottimo pesce alla brace.

La prossima tappa è Oualidia, una graziosa baia dove marocchini e non solo trascorrono le vacanze estive. Un luogo di villeggiatura con resort che affacciano al piccolo golfo protetto dall’oceano.
Ci fermeremo una notte solo per riposare, Essaouira – Rabat in una volta sola sarebbe stato un lungo viaggio che non volevamo affrontare.

Il finestrino offre ancora scenari di costa e oceano bellissimi.
Da zone desolate e deserte si passa a incontrare villaggi e mercati colorati di frutta e verdura.

Arriviamo a Oualidia a metà pomeriggio e alloggiamo all’ Albergo L’Araignèe Gourmande.

GIORNO SETTE
Baia di Oualidia e viaggio verso Rabat 288 Km

Dedichiamo la mattina a passeggiare nella baia.
Me l’avevano descritta affollata in realtà non è stato così.
La baia è molto suggestiva, la bassa marea scopre il fondale sia della spiaggia che della scogliera e questo permette di passeggiare e vedere distese di molluschi attaccati agli scogli.
Nella baia arrivano le barche di pescatori con pesce sempre fresco. Altre piccole barche trasportano i turisti. Un luogo insolito rispetto a cosa abbiamo visto fino ad adesso, una parentesi rigenerante. Partiamo all’ora di pranzo in direzione di Rabat, lungo il tragitto ci fermiamo in autogrill.
Lungo la strada vediamo tantissimi banchetti che vendono ortaggi ai bordi dei campi coltivati.
In questa zona viene prodotta la zucca. Mi diverto a vedere gli innumerevoli mezzi di trasporto e soprattutto il modo in cui vengono trasportate le persone: sui cassoni dei camion, degli apini, asini, intere famiglie sullo stesso scooter.

Mi incuriosisce molto questo modo di viaggiare e stride con l’attenzione che la polizia marocchina ha nei confronti dei turisti.
Una cintura slacciata o un chilometro in più oltre la velocità consentita ed è subito multa.
Arriviamo in serata a Rabat. Prendiamo posto al nostro affittacamere dove resteremo una notte, Hotel Dorhmi, uno dei posti più economici in cui abbiamo dormito.
Facciamo un giro nella medina e andiamo a cena nella città nuova, Ville Nouvelle.

GIORNO OTTO

Visita di Rabat e partenza per Fes 202 Km

Ci svegliamo presto e andiamo alla ricerca di un buon caffè.
Dedichiamo parte della giornata alla scoperta di Rabat, nel pomeriggio ci rimetteremo in viaggio.

Rabat è la capitale del Marocco e vi si respira un’aria diversa rispetto alle altre città. Forse per la poca affluenza turistica qui è possibile esplorare con tranquillità e godersi ogni angolo come fossimo semplici cittadini. Un occhio sulla vera vita marocchina, lontana da tutto ciò che è strutturato per il turismo.
Ci concentriamo sulla vecchia città fortificata.
La Casba degli Oudaia è caratterizzata da stretti vicoli con abitazioni dipinte di azzurro e bianco, il sole del mattino esalta i colori. Ci rinfreschiamo nei graziosi Andalusian Gardens, i giardini a ridosso della Casba e ci dirigiamo verso il Mausoleo e Torre di Hassan, il minareto di una grandiosa moschea che rimase incompleta a causa della morte del suo ideatore.

Nel primo pomeriggio ci rimettiamo in viaggio.
Rabat è stata una parentesi piacevolissima.
Ogni tappa ci mostra un lato diverso del Marocco, il paese dagli innumerevoli volti.

CI attendono alcune ore di macchina, qui le distanze tengono conto anche dei tipi di strade.
Il Marocco ha una buona rete stradale, con molti tratti rinnovati negli ultimi anni. Alcune zone sono raggiungibili invece con strade più periferiche e complici anche i rigidi limiti di velocità, staremo in viaggio per qualche ora.

Arriviamo all’ora di cena a Fes e andiamo subito ad occupare le nostre camere in un Riad molto bello nelle caratteristiche rifiniture in vetri colorati e ornamenti in gesso, Hotel Jardin Public.
E’ tardi, abbiamo fame e ci avviciniamo alla Bab Bou Jeloud, la porta principale per accedere alla Medina della città. Ci sediamo su un marciapiede e mangiamo qualcosa perdendo lo sguardo verso una città che ancora non lo sappiamo ma ci incanterà.

GIORNO NOVE

Alla scoperta di Fes

Per girare questa città ci siamo affidati a una guida, Abdul, che ci ha proposto un tour standard della vecchia medina, El-Medinet el-Beida.
Fes rappresenta per me il luogo in Marocco più pieno di contrasti. Una città con un’identità molto forte, conservatrice ma anche proiettata al futuro, piena di un fascino unico.

Abbiamo visto la vecchia scuola coranica, Madrasa Al-Attarine. Ci siamo persi tra i vicoli, le fontane e abbiamo contrattato per l’acquisto di tappeti, erboristeria, pelli e cuoio.

Qui trovi la mia esperienza nelle concerie più antiche al mondo, quelle di Fes.

Per quanto un tour guidato tolga in parte il brivido dello smarrimento e della caccia al tesoro, dà la sicurezza di cogliere le sfumature essenziali se abbiamo poco tempo a disposizione. I tour di questo tipo prevedono anche una parte commerciale che punta alla vendita di prodotti tramite la visita a laboratori artigianali.
Ho apprezzato molto questa parte che, se in alcuni momenti opprimente da parte dei venditori che vorrebbero concludere una vendita, mi ha permesso di toccare con mano realtà produttive per me molto interessanti.
Tornerei in Marocco solo per comprare tutto ciò che ancora non ho preso.

La sera decidiamo di goderci lo street food di cui questo paese è ricco. Ci perdiamo nel mercato e acquistiamo frutta, carne piccante, pane, non prima di esserci chiusi in un locale a gustarci Narghile all’aroma di mela, lo stesso che ritroverò anni dopo in un viaggio a Istanbul.

GIORNO DIECI

Da Fes a Ouzoud 371 Km

Questa giornata la dedichiamo alla Mellah di Fes, al quartiere ebraico o a ciò che ne rimane. Assecondiamo la proposta di un passante di accompagnarci. È molto usale che ciò accada in Marocco e in alcuni casi a fine tour viene chiesta una ricompensa, in altri casi è un’azione molto spontanea e gratuita.
Ci attende un lungo viaggio nel pomeriggio, in zone remote e poco abitate. Una sorta di deserto collinare intervallato da pochi paesi. Il viaggio in macchina è uno dei più suggestivi, tra tornanti e specchi di acqua dolce improvvisi.

L’arrivo a Ouzoud è indimenticabile. Nel buio totale e privo di illuminazione della notte dei fuochi ci indicano la strada in lontananza. I fuochi dei bracieri di una festa del paese. Andiamo all’albergo, Chellal d’Ozoud, mangiamo uova strapazzate perché la cucina è chiusa e ci precipitiamo a letto.

GIORNO UNDICI

Ozoud Marrakech 159 km

E’ sempre la solita colazione a svegliarci e mi mancherà.
Al fresco della mattina, all’ombra della vegetazione: marmellata, pane, olio, burro, frutta e crepes. Attendiamo la nostra guida che ci accompagnerà in un percorso a piedi alle cascate di Ozoud.
Le cascate sono formate da tre salti per un totale di 110 metri di altezza.
Un suggestivo salto nel vuoto tra la terra rossa che finisce in una grande pozza d’acqua balneabile. Attraversiamo il mercato, i campi di ulivi, le discese tra i campeggi e i villeggianti che si godono il fresco del luogo.


Qui descrivo nel dettaglio l’esperienza alle cascate di Ozoud.

In un percorso ad anello torniamo al nostro alloggio, acquistiamo del pane fritto e ci rimettiamo in viaggio. Pochi chilometri ci dividiono da Marrakech, in circa un’ora e mezzo torneremo al luogo di partenza.
Il nostro alloggio a Marrakech ci regalerà il fresco di due piscine, una interna e una piccola esterna sulla terrazza, Ryad Laarouss.

GIORNO DODICI

Marrakech

I giorni tanto attesi a Marrakech, la città che desideravo visitare da tanto tempo è stata tutt’altro.
Siamo arrivati a Marrakech esausti dal viaggio e pieni di così tanta bellezza dei luoghi visti che Marrakech, nonostante sia interessantissima, non ci ha stimolato molto.
Il caldo era veramente soffocante e in alcune ore della giornata non era possibile stare fuori.
Così ci siamo dedicati alla piscina dell’albergo, alla scoperta dei vicoli pittoreschi della Medina e agli Hammam in cui è possibile purificare il corpo tramite lavaggi, massaggi e vapori.
La sera la passiamo nella folcloristica Jamma El Fna, la piazza principale della città, patrimonio UNESCO. Un teatro itinerante sotto al cielo marocchino dove ogni sera entrano in scena giocolieri, artisti e cuochi.
Nel tardo pomeriggio il cielo si riempie del fumo dei bracieri e i tamburi iniziano a scandire il tempo a ritmo di musica, che la festa abbia inizio. Passiamo la serata ad assaggiare, conoscere persone e cantare, un bellisismo saluto che mi fa promettere che prima o poi tornerò.
E accadrà, dopo tre anni, quando scorpirò tutte le bellezze di questa città.

GIORNO TREDICI

Ciao Marocco

Gli ultimi giorni del viaggio sono quelli in cui la testa inizia a pensare a casa, a dover tornare, a cosa ci attende. Le ultime ore sono una forza contro il tempo per fare più cose possibili, trettenenere ancora un attimo tutta la bellezza. Sono le ultime ore della stanchezza, dell’affrontare l’ultimo pezzettimo che manca.
L’ultimo giorno di questo viaggio è stato attraversato da tanta incredulità.
Incredula di aver visto davvero tutto ciò che è stato in mezzo a queste due settimame. Sembra tutto tanto, troppo. Mangiamo per l’ultima volta prima di tornare in aeroporto.
Scegliamo un posto molto spartano e altrettanto gustoso. Pensiamo che è l’ultimo giorno e male che vada ci sentiremo male al rientro a casa…
e così rientro in Italia con un bel mal di pancia e felice di non aver rinunciato a niente!

21 commenti su “MAROCCO, 14 giorni on the road.

  1. Un bellissimo itinerario in Marocco che ho letto con molta attenzione e che mi terrò caro perché sto proprio pensando ad un on the road simile per il prossimo anno. Mi piace molto l’idea di arrivare alle tappe lentamente assaporando tutta la bellezza dei paesaggi dal deserto alla costa

    1. Grazie!E’ un itinerario che ripeterei se ne avessi l’occasione. Forse prenderei in considerazione tappe diverse come Casablanca, Meknes, Chefchaouen, Tangeri…in questo caso sarebbero necessari più giorni a disposizione.

  2. Wow che vaiggio alla scoperta di una parte del Marocco in auto, prendedovi il vostro tempo per assaporare meglio ogni momento. Alcune tappe sono nuove per me come Taghazoud o Oualidia quindi me le segno!

    1. Per me totalmente sconosciute sono state una bellissima sorpresa. Vale la pena uscire dalle rotte più turistiche e osare in posti meno noti ma comunque interessanti.

  3. Beh, alzo le mani! Due settimana in Marocco on the road sono il mio sogno più grande. Stavamo aspettando che nostra figlia crescesse un pò per organizzare una trasferta simile, ma direi che ora siamo giunti all’età adatta. Seguiremo senza dubbio il tuo itinerario e i tuoi consigli.

    1. Un mio grande sogno è tornarci con il mio compagno e mio figlio che al momento è piccolino. Ho visto famiglie con bambini piccoli viaggiare serenamente. Unico elemento che terrei in considerazione è il clima: eviterei alcune zone per il caldo dei mesi estivi.

    1. Ci sono molte strade nuove, ampie con un buon asfalto. Le zone di montagna hanno strade più strette con numerosi tornanti, molto affascinanti. Abbiamo guidato con prudenza, rispettando rigorosamente i limiti di velocità.

  4. Entusiasmante itinerario, complimenti per questa splendida avventura. Da leggere tutta d’un fiato. Non abbiamo ancora avuto l’occasione di visitare il Marocco ma ci affascina tantissimo e vorremmo assaporarlo quanto prima. Mi segnerò le tue tappe e i tuoi consigli perché anche per noi un on the road è l’unica vera opzione possibile.

  5. Fra un mese esatto partirò per il Marocco con il mio compagno e altri 8 viaggiatori, per ora sconosciuti, per un viaggio di gruppo che spero sia altrettanto affascinante e arricchente come quello che hai fatto tu. Non vedo l’ora!

  6. Il Marocco è davvero un viaggio sorprendente così vicino a noi poi. Anche io ci sono stata varie volte in ultimo ad aprile sono tornata a Marrakech, sempre bellissimo tornare e poi ogni volta mi piace scoprire una parte diversa a Rabat per esempio non sono mai stata

  7. Sono stata in Marocco lo scorso aprile e sicuramente ci tornerò per un bel tour del Paese a cui ho potuto dedicare solo pochi giorni (sufficienti per farmene innamorare)

  8. Sono stata in Marocco tanti anni fa, in inverno, ma mi pare fossi stata una settimana o poco più, sicuramente in 14 giorni riesci a vedere molte più cose o a mantenere un ritmo più tranquillo (io sono sempre di corsa!). Paese estremamente affascinante, a due passi da noi ma a volte molto lontano. Mi piacerebbe molto tornarci.

  9. Hai fatto un bellissimo viaggio itinerante! Noi ci siamo stati per 10 giorni nell’ottobre 2022 e abbiamo fatto un on the road da fes per il deserto fino a marrakech ed essaouira

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