Nardò, la street art nel folclore dei quartieri.

Torre Sant’Andrea, Marina di Meledugno.

“Salentu: lu sule, lu mare, lu ientu”
Terra di sole, di mare e di vento.
Il vento caldo spettina i capelli,
il mare inebria di azzurro gli occhi,
il sole scalda tutto l’anno.

La Puglia e il Salento ci ricordano, per chi se lo fosse dimenticato,
che oltre alla vita frenetica esiste altro.

Esistono tempi lenti, respiri profondi e orizzonti interminabili
Ed è così che un settembre salentino
mi mostra quasi per caso i suoi muri colorati.

Un pomeriggio decidiamo di non andare al mare, di non andare nei borghi caratteristici e nemmeno a vedere il tramonto dalle torri costiere.
Scegliamo la città, i marciapiedi, i muri, la periferia.
È l’incontro casuale che rende la Street Art ancora più potente nel suo intento di sorprendere e comunicare.
Sono le persone che scelgono di rimanere indifferenti o farsi contaminare.
Siamo a Nardò, in provincia di Lecce.
Andiamo a camminare per le strade che normalmente percorriamo in auto.
Mi fermo e mi avvicino ai muri colorati.
Osservo i colori, i dettagli, per capire qualcosa in più del messaggio che vogliono trasmettere.
I muri gridano giustizia, uguaglianza, possibilità, ascolto, rispetto, dignità.

Passeggiando nella città scorgo sul muro di una scuola una bambina di spalle, un cane e un gatto.
E’ il murale di Stefano Bergamo, sul muro della scuola Gabelli, impresso nel 2018.
Un murale per sostenere un progetto contro il randagismo oltre a riqualificare i muri della città.

Tra le case popolari vicino a casa mi trovo davanti un murale nuovo, mai visto prima.
La raffigurazione è in memoria di un inventore e imprenditore neretino, Salvatore Napoli Leone. Produttore di liquori e vini, fu inventore della moderna cialda del cono gelato.

Nel quartiere 167 è qualche estate che passo in macchina.
Mi volto sempre per scorgere i murales che intravedo tra le facciate dei palazzi.
Questa volta decido di scendere, di passeggiarci, ci vado sotto, a vedere da vicino i tratti, i colori.

Se da lontano i murales rendono il meglio della loro totalità, da vicino se ne coglie l’essenza dei piccoli e impercettibili dettagli.
È come annusare l’odore della vernice ancora fresca.

Una delle mie passioni sono le ceramiche.
Mi piaccino le consistenze, le sfumatore,  i piccoli difetti che le rendono uniche.
Mi piace raccogliere e conservare vecchie tazzine, brocche, ceramiche levigate dal mare.
Su una delle facciate dei palazzi del quartiere colpiscono delle giganti ceramiche di turchino dipinte.
L’autore è lo spagnolo Manolo Mesa.
L’opera si intitola “Brocche di ceramica” e ricorda  il lavoro dei ceramisti neretini.
Un lavoro dimenticato, che appartiene a qualche secolo fa. Tra il ‘500 e il ‘700 c’era una vivace produzione di ceramiche a Nardò, produzioni rivolte alle famiglie più benestanti.
Per sapere di più di questo particolare di Nardò indico l’articolo di portadimare.it che spiega bene la storia.

Camminando verso il palazzo di fianco si trova un’altra suggestiva immagine impressa su un muro.
Un grande fiore, appartenente alla famiglia delle orchidee. Disegno ispirato dalla flora che si trova nel Parco Naturale Regionale di Porto Selvaggio
.
L’artista che lo ha realizzato è la portoricana Natalia Rodriguez 2Bleene.

Continuo a camminare e mi avvicino a un dipinto di cui inizialmente non comprendo il significato.
Mi documento e trovo il titolo dell’opera, Rinascita.
Realizzato da Tommaso Chiffi, il murale è ispirato alla tutela dell’ambiente e al rispetto dell’ecosistema. Dei simoblici cubi del capitalismo vengono abbattuti dalla potenza della natura che finalmente si riprende il suo spazio orginale.

L’artista romano Hitnes rappresenta la lotta tra animali, viventi e estinti. Questa rappresentazione ha la funzione di sensibilizzare sull’aspetto dell’eredità  storica di un territorio, nello specifico del territorio neretino.

Infine il Murales di Marta Lagna, sulla piazza del mercato a Nardò. L’artista trascrive una poesia di Franco Arminio.

“Arrotolate le strade, le macchine, le case
Chiudete in un sacco tutta questa architettura
Rimettiamo al loro posto gli alberi, gli amori, la poesia”

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11 commenti su “Nardò, la street art nel folclore dei quartieri.

  1. Pensa che una mia compagna di corso in università era di Nardò! Non mi aveva mai detto però dei suoi affascinanti murales: io adoro la street art e quando posso cerco sempre di visitare luoghi che la ospitino!

    1. Avendo il compagno di Nardò ho spesso occasione di conoscere persone in giro che provengono da questa bellissima cittadina.
      I murales, ovunque io sia in viaggio, meritano sempre la mia attenzione.

  2. Sono ritornata nel mio amato Salento da qualche mese dopo tanti anni di assenza; adesso ho intenzione di rivedere tutti i luoghi della mia infanzia, ma anche di scoprire le tantissime bellezze di questa terra che ancora non conosco.

  3. Ammetto che la street art mi piace a metà, nel senso che ci sono artisti che adoro e altri che non amo affatto e trovo odioso non poter evitare di vederli proprio perchè magari nel tal posto di devo passare.
    Anche in questo caso penso che alcune di queste opere siano stupende mentre altre… meh!
    Indipendentemente dal fatto che le opere mi piacciano o meno preferisco comunque un palazzo colorato a uno grigio, quindi avanti, coloriamo tutto!

    1. Comprendo il tuo punto di vista e ciò che dici vale purtoppo per tutto, persone, abitazioni, infrastrutture e degrado.
      Alcune opere sono meno belle di altre, concordo. Ciò che mi ha attirato verso di loro è stata la voglia di scoprire l’intento che ci stava dietro, andando oltre il risultato finale.
      Sulla tua affermazione coloriamo tutto mi è venuto in mente Cocciante 🙂
      “…coi secchi di vernice coloriamo tutti i muri, case, vicoli e palazzi…”

  4. La frase di Franco Arminio mi ha particolarmente colpito, forse perchè la penso allo stesso modo e mi faccio andar bene i colori dell’arte, l’architettura che tra l’altro amo alla follia. Ma la natura è più importante, quando è sana e viva più che mai lo sono anche io.

    1. Assolutamente d’accordo.
      Questa frase scritta sul muro di un palazzo di un quartiere popolare, in un luogo dove gli alberi scarseggiano ha ancora più forza.

  5. Queste opere di street art sono davvero ben fatte, non sono mai stata a Nardò ma trovo che la presenza di murale sia un bell’incentivo per i visitatori.

    1. Posso dirti che Nardò ha un centro storico bellisismo ed è nominata “la piccola Lecce”.
      Negli ultimi anni c’è stata un’altissima affluenza turistica perchè è veramente meritevole di essere visitata, oltre ad essere un luogo vicino al mare e centrale per girare tutto il Salento.

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