Pisa, alla scoperta della Street Art.

Un pomeriggio grigio e piovoso.
Un neonato da addormentare e la voglia di scoprire qualcosa di nuovo.
Se non è possibile andare troppo lontano è possibile cercare vicino ciò che ancora non conosciamo.
E’ statisticamente dimostrato che tendiamo a scoprire monumenti lontani dal luogo in cui viviamo e a tralasciare ciò che ci è vicino.

Quartiere Sant’Ermete

Un pomeriggio grigio e piovoso ho girato la città di Pisa alla ricerca dei suoi murales.
Inizialmente a caso, poi con l’aiuto di una mappa e di articoli dedicati ho scoperto la Street Art pisana.
Un modo per approfondire la storia di eventi e artisti.
Intenti e messaggi nascosti parlano di quartieri, ideali e colorano la città.
Il tour da solo vale una visita in città, fuori dalle rotte turistiche.

Quartiere Sant’Ermete

Alla periferia della città i quartieri popolari.
I più autentici e folcloristici.
Quelli che spesso gridano di essere visti e supportati.
È così Sant’Ermete, un quartiere che non avevo mai avuto occasione di visitare, se non per accidentale transito.
Parcheggiamo la macchina e ci affacciamo alle case popolari. Alcuni appartamenti non sono abitabili, altri molto curati. Stupita e attratta dal fascino che questi luoghi mi evocano.
Mi sento intrusa, in uno spazio appartenente a chi lo abita e a chi lo difende. Fanno da cornice bambine e bambini su piccole biciclette e monopattini. Faccio piano, non vorrei disturbare o essere invadente.
Sono qui per vedere i murales dipinti sulle pareti esterne delle palazzine. Le opere sono il risultato di un’iniziativa del collettivo di quartiere, un modo per riscattarsi e comunicare.
Per approfondire clicca qui.

Keith Haring

Il murales più popolare di Pisa.
 E’ il 1989, chi ricorda quei giorni ricorda una grande festa e tanta partecipazione in una Pisa che si appresta a festeggiare il giugno pisano. Per chi come me vive vicino a Pisa è abituato a vederlo fin da piccolo ma solo da grande ne ho apprezzato i dettagli. I significati delle tante figure che simboleggiano pace e armonia nel mondo. E’ Tuttomondo, ultima opera dell’artista Keith Haring.

Zona CNR Francesco Barbieri

La mia opera di Pisa preferita.
In svariati anni mi ha fatto compagnia la mattina quando, andando a lavoro, passavo molto tempo in fila in questo punto.
Il murale raffigura uno scorcio di binari dall’alto. Un’immagine fugace di un luogo non luogo.
Un tratto caratteristico dell’artista Francesco Barbieri è fermare immagini.
Attimi fugaci di periferie e luoghi che suscitano alienazione e non solo.

Porta a Mare

La parte della città che guarda a ovest, Porta a mare, nella terra di mezzo tra litorale e città.
È questo il quartiere più colorato, dove negli ultimi anni sono state fatte varie iniziative di Street Art.
Opere minimaliste, geometriche ed essenziali, non figurative ma astratte.
Uno stile astratto che a suo modo parla di un territorio, dove la natura si riprende la città.
“Pisa 01″ di Moneyless.
Un benvenuto a chi arriva a Pisa con i colori che raccontano la storia della città, la sua bandiera, la sua fede calcisitca, il sole, il mare.
“Arno, 30 toni” di Alberonero.
I rioni che ruotano intorno al fiume e a San Ranieri.
River Stories”di Tellas.
Il fiume,  la natura che si riappropria della città.

Evocazioni storiche

Anche la storia di Pisa si trova sui muri.
E’ opera dell’artista ucraino  Interesni Kazki il dipinto “Cavalieri e Saraceni” ispirato alla leggenda di Kinsika de’ Gismodi, la donna che salvò la città della invasioni saracene.
Vicino al Duomo troviamo un’opera ispirata alla battaglia di Lepanto, dal nome “La cittadella e i due galeoni” realizzata da padre e figlio sul muro della propria casa.
Nativo di Pisa, astrofisico, matematico e filosofo, Galileo Galilei si trova su tre diverse raffigurazioni.
Lo troviamo in Zona Piagge per mano di Giofoe, nell’opera “Seppur si muove”.
A Porta a mare nell’opera realizzata da Ozmo e nel nuovo murale in centro città realizzato dall’artista brasiliano Kobra.

Darsena Pisana

Infine la Darsena Pisana, una zona di frontiera che mai avevo trapassato.
È lì che tra caravelle e remi si trovano i colori più belli. Sul cemento dei piloni si trovano tantissimi disegni dai colori vivaci di vari artisti tra cui Fra32, Imos, Rusto, Aris e AEC. Non ho avuto modo di indagare chi fossero ma sono stata travolta dalla brillantezza dei colori e dalle linee definite.

Non si esaurisce così lo spaccato della Street Art Pisana.
Non tutti sono stati citati.
Alcune opere sono state fatte ma ad oggi rimosse. Molto altro è in divenire, verrà fatto prossimamente.
La Street Art è una mostra itinerante e in continuo divenire, con la bellezza dell’accessibilità per tutti!

4 commenti su “Pisa, alla scoperta della Street Art.

  1. Le volte che sono stata a Pisa, sono sempre stata nelle zone più turistiche e a parte il murales di Keith Haring, quelli citati da te non li ho mai visti. Decisamente un’occasione per tornare ed esplorare meglio la città cone le opere di Porta a Mare o quelle con eventi storici.

  2. Chi avrebbe mai pensato a Pisa quando si tratta di street art? Ma, come hai detto tu, tendiamo a scoprire monumenti lontani dal luogo in cui viviamo e così finiamo per non sapere dell’esistenza di tante cose belle a poche ore di macchina da casa. Molto belle tutte le opere, e in particolare quelle della Darsena.

    1. Il mondo della street art è uno spettacolo itinerante a cielo aperto in continua trasformazione. E’difficile stargli dietro, continuamente nascono nuove opere e quelle vecchie vengono cancellate dal tempo.

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