Un giorno sull’ isola di Montecristo.

L’isola più inaccessibile dell’Arcipelago Toscano.
Per molti anni è stata desiderata da curiosi e appassionati, me compresa.
Montecristo si trova a circa 60 chilometri dalla costa ed è completamente disabitata.
Ad eccezione delle specie animali che la vivono, dei guardiani che se ne prendono cura e degli agenti del Corpo Forestale, Montecristo è un paradiso puro.

Vista di Cala Maestra dalla barca

L’isola di Montecristo

Montecristo è una riserva naturale nel Parco dell’Arcipelago Toscano.
Si trova a sud dell’isola d’Elba.
È l’isola dell’arcipelago più lontana dalla costa ed appartiene alla provincia di Livorno, comune di Porto Ferraio. Un’isola per anni blindata.
Talmente tanto che fino al 2018 si poteva accedere solo con l’autorizzazione dei carabinieri e l’iter burocratico richiedeva molto tempo. Si poteva accedere solo alla spiaggia di approdo e alle poche e uniche strutture circostanti, comprendenti la villa reale, il museo e l’orto botanico.

Non era possibile calpestare l’isola, perdersi tra i suoi sentieri e salire le lisce rocce di granito.

Montecristo è un’isola totalmente montuosa, un monte in mezzo al mar Tirreno.
Avvicinandosi con la barca se ne rimane colpiti, sembra di avvicinarsi a un vulcano.
Le sue scogliere cadono scoscese, a tratti a picco sul mare.

La vegetazione è scarsa, una macchia bassa tra le rocce che predominano sul paesaggio.
Appartiene ai luoghi incontaminati e lontani dalla civiltà. Ne conserva il fascino e la suggestione.

uno scorcio su Cala Maestra

Storia

Nonostante ci siano reperti appartenenti al neolitico, la storia documentata di Montecristo è ricollegabile al medioevo, quando fu costruito il Monastero di San Mamiliano che rimase in vita per circa 1000 anni per poi rimanere totalmente disabitata.
Nel corso del 1800 e nella prima metà del 1900, sull’isola è stato un susseguirsi di vari personaggi e situazioni: presidi miliari, eremiti, religiosi e coltivatori.
Nel
1971 l’isola viene nominata Riserva Naturale dello Stato. Anche Montecristo come le sue sorelle dell’arcipelago è stata colonia penale, dal 1874 per un decennio.
Per conoscere l’isola di Gorgona e la sua colonia penale clicca qui.

Accessibilità

Le visite a Montecristo aprono ad un maggiore pubblico recentemente.
 Nel 2019 l’Ente parco della Regione viene delegato a organizzare visite guidate. Il numero è limitato annualmente possono accedere meno di 2000 persone suddivise in piccoli gruppi, in periodi dell’anno e date prestabilite.
Si può accedere solo a una parte dell’isola, accompagnati da una guida. Non si può pernottare, non si può nuotare e pescare. Per maggiori informazioni clicca qui 

La mia esperienza

Accaparrarsi un posto non è semplice ma nel 2020 ci riesco.
Prenoto per il mese di marzo.
A causa della pandemia del Coronavirus l’escursione verrà rimandata al mese di maggio e questo porterà ancora più valore all’esperienza. Dopo un periodo in cui eravamo stati fermi e isolati nelle nostre case, poter uscire e visitare un luogo incontaminato è stata un’esperienza profonda.
Partiamo con un piccolo traghetto da Piombino.
Rigorosamente con la mascherina, i guanti e la distanza di sicurezza facciamo la tratta con un piccolo traghetto.
Dopo tre ore di navigazione Montecristo ci appare come un maestoso scoglio in mezzo al mare.
Approdiamo sull’isola, al piccolo molo della spiaggia di Cala Maestra.
La spiaggia è chiara e l’acqua turchese.

Sulla spiaggia c’è un piccolo edificio che sembra essere una foresteria. Alle spalle della spiaggia alcuni pini, una stradina che sale verso degli edifici e dietro tanta, tantissima roccia.
Sempre per le disposizioni Covid tutte le persone vengono suddivise in più sottogruppi in modo da poter essere accompagnati da diverse guide e mantenere le distanze di sicurezza.
Ciò su un primo momento sembra complicare la situazione ma risulterà una buona occasione per godersi maggiormente l’esperienza.

Stefano è la nostra guida, è molto simpatico e preparato e ci intrattiene raccontandoci la storia del luogo e tanti aneddoti.  

Iniziamo la salita alla destra della Cala. Si sale dolcemente in un sentiero stretto con la macchia che ci sfiora le gambe. Dopo poche decine di metri il sentiero si apre totalmente sulla roccia.
Rocce tondeggianti e ampie, come veri e propri terrazzamenti da cui ammirare la bellezza circostante. Mi siedo, guardo davanti a me. Sulla destra vedo l’isola d’Elba, davanti scorgo Pianosa nonostante sia a filo d’acqua, a sinistra la Corsica.
Il silenzio è potente, la vista si perde sull’azzurro del mare e in quel punto così lontano dalla costa il mare è profondo. Il sole scalda tantissimo e fa diffondere ancora di più gli odori della macchia.
Girandoci alle nostre spalle scorgiamo i resti del monastero. Da lontano pare essere ancora in piedi e lo è.
Il monastero è la nostra meta, è lì che faremo il pranzo al sacco ed avremo un po’ di tempo per riposare e goderci il contesto.

Saliamo ancora tra la bassa vegetazione e raggiungiamo l’antico monastero, in buona parte ben conservato. Intorno al monastero troviamo tracce di ciò che erano il forno e l’orto.
Il sole scalda, ci rilassiamo accarezzati dai raggi ed è il momento di ripartire.
Si scende verso Cala Maestra ed avviene uno degli incontri più curiosi e desiderati.
Montecristo è abitata fin da epoca antica dalla Capra, la Capra di Montecristo.
Vive allo stato selvatico da moltissimo tempo e nonostante abbia rischiato l’estinzione, ad oggi se ne contano circa 250 esemplari.

Allo stesso modo in cui sull’isola di Capraia si desidera incontrare il Muflone, qui si desidera incontrare la capra che difficilmente si muove da sola.
Ed è proprio durante la discesa che attraversano il nostro sentiero tre capre saltellando fino alle rocce per poi scomparire. Perché portare una capra su un’isola?
Per allevarla, e soprattutto per creare una scorta di cibo al momento del bisogno.
Per chi navigava e approdava all’isola, lì poteva mangiare.

Torniamo alla cala, la nostra esplorazione è finita.
La spiaggia e il mare sono molto invitanti dopo la grande sudata ma rimangono un miraggio.
Ci rinfreschiamo tra la vegetazione della villa e ci godiamo il suo interno, ancora in parte arredato e abitabile.

Il museo naturalistico descrive la flora e la fauna dell’isola, le scoperte archeologiche e la storia.
Ci sono pannelli didattici e plastici dell’isola. Nell’orto botanico sono conservate tutte le specie della flora di Montecristo.

È lora di ripartire. Montecristo è stato un incontro strano. Un’isola vicina a casa ma così particolare da apparirmi un luogo alieno.
Il rientro in traghetto ci coccola, con le mie amiche diciamo poche parole.
Ognuna cerca di fissare nella memoria ogni instante da ricordare.

Se ci sono luoghi in cui desidero e spero di tornare, so che a Montecristo non tornerò più.
E’ un’esperienza che non può essere ripetuta.

Curiosità

L’isola di Montecristo è conosciuta anche per l’omonimo libro “Il Conte di Montecristo”.
Un libro che non conosco e che descrive una delle più grandi e attese vendette.
Un uomo dedica gran parte della vita a vendicare la libertà che gli è stata tolta.
Nel romanzo si parla anche di un tesoro. Perché tra le leggende che avvolgono di mistero l’isola, c’è anche quella che narra di un tesoro nascosto dai monaci prima dell’arrivo dei Saraceni.
Un tesoro effettivamente è stato ritrovato recentemente nella Chiesa di San Mamiliano.
Ma non quello che si trova a Montecristo, bensì a Savona.
Gli scherzi delle omonimie.

19 commenti su “Un giorno sull’ isola di Montecristo.

    1. Per quest’anno pare che i posti siano finiti, esauriti in pochisime ore. Puoi monitorare la situazione nel link all’interno dell’articolo, http://www.parcoarcipelago.info, alla sezione “Montecristo”. Se non hai ancora avuto modo di visitarla, andando tu all’Isola d’Elba, ti consiglio un’escursione all’Isola di Pianosa, è la mia isola preferita dell’arcipelago. Ha una storia molto affascinante oltre ad essere molto bella e selvaggia.

  1. Beh chi non conosce quest’isola iconica?? Io ne ho amato la narrazione nel famoso romanzo e me la sono sempre immaginata selvaggia ma altrettanto poetica. Sei stata davvero fortunata a riuscire a vederla di persona e un pò ti invidio.

    1. Con un pò di fortuna puoi riuscirci anche tu!Le isole dell’arcipelago Toscano sono tutte interessanti. Oltre all’oggettiva bellezza dell’Isola d’Elba, le isole minori sono tutte delle preziose perle.

  2. Sono assolutamente dipendente da ‘Il conte di Montecristo’, un romanzo che rileggo circa una volta all’anno senza mai stancarmene.
    Il tesoro in questione era quello della famiglia romana degli Spada e il protagonista, quello che diventerà il famoso Conte del titolo proprio grazie a questo tesoro, lo trova in una grotta che poi trasforma in un approdo segreto per il suo alter ego ‘Simbad il marinaio’…
    Essendo così innamorata di questa storia ho sempre voluto visitare Montecristo (e la grotta, che se non sbaglio dovrebbe trovarsi sotto l’eremo) ma l’iter burocratico per accedere all’isola mi ha sempre fatto perdere l’entusiasmo. Non sapevo assolutamente che in anni recenti avessero snellito la cosa e, ora che grazie a te lo so, cercherò di accaparrarmi uno di quei 2000 posti!

    1. Non è la prima volta che sento dire a qualcuno di rileggersi periodicamente “il conte di Motecristo”. E’ arrivato anche il mio momento. Per questo anno credo che i posti siano terminati, sono terminati in pochissime ore. Ti consiglio di monitorare costantemente il sito segnalato all’interno dell’articolo, http://www.parcoarcipelago.info. Questo anno le iscrizione erano state aperte il 27 gennaio, il prossimo anno è probabile accada qualcosa di simile. Scrivendo direttamente al parco sicuramente possono darti informazioni più precise. Buona fortuna!

  3. Non sono mai stata sull’Isola di Montecristo, un luogo davvero mitologico e non solo per il famoso romanzo. Da naturalista ho studiato in università alcune caratteristiche dell’isola, ancora oggi una riserva semi-integrale, e da quel momento ho sempre voluto visitarla!

  4. Un’isola completamente disabitata potrebbe essere la soluzione adatta a me! A parte le battute, credo che questo sia davvero un paradiso, non mi dispiacerebbe trascorrerci una giornata in tutta tranquillità.

  5. Ma che bella l’isola di Montecristo, anche qui in Liguria ci sono delle isole, Come l’isola del Tino, inabitate e meravigliose, visitabile una sola volta l’anno.

  6. Conoscevo di nome l’isola di Montecristo ma non sapevo che fino a qualche anno fa fosse blindata, né che fosse necessario prenotarsi per visitarla. Potrebbe sembrare una scocciatura, ma d’altra parte è comprensibile se si vuole preservare la bellezza di un posto simile.

  7. Sapevo che i posti per le visite sono limitati, sei stata fortunata a farcela e sono felice che l’esperienza sia valsa la fatica. Proverò anche io!

  8. Ho sentito tanto parlare di quest’isola e in effetti pensavi non fosse accessibile ai visitatori. È bello che con un po’ di fortuna si possa raggiungere. Le foto sono bellissime!!!

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