Vespa World Days, il raduno nella città di Pontedera.

Per quanto siano belle le feste,
il tempo che viene dedicato alla loro preparazione vale più della festa stessa.
Come diceva 10 anni fa una nota pubblicità,
citando una frase dello scrittore Gotthold Ephraim Lessig,
“l’attesa del piacere è essa stessa il piacere”.
Questo preambolo per dire che ci sono cose che succedono in sordina,
che aggiungono ogni giorno un dettaglio o un tassellino per poi esplodere tutte insieme,
dopo aver creato una eccitantissima attesa.

La mia città, Pontedera, questo anno ha ospitato il Vespa World Days.
Se ben sapevo cosa fosse la Vespa, dell’evento non sapevo niente.
Non ero abbastanza informata e così ho capito cosa stava per succedere dai preparativi.
Ma andiamo con ordine.
Pontedera è una cittadina toscana della provincia di Pisa.
Nonostante io possa indicare più di un motivo che la rende attraente ed interessante,
è conosciuta fuori regione e nel mondo principalmente per lo stabilimento industriale Piaggio.

Un accenno di storia, lo stabilimento PIAGGIO

La Piaggio è una produzione industriale italiana.
Crea principalmente veicoli a due ruote, ma non esclusivamente.
Le prime tracce di Piaggio risalgono al 1884, nella provincia di Genova, a Sestri Ponente.
Qui Enrico Piaggio fonda una società di arredamento navale e produzioni ferroviarie.
La produzione attraversa la prima guerra mondiale e produce materiale bellico, avviandosi alla produzione aeronautica.
Gli stabilimenti aumentano e si allargano fino ad arrivare a Pontedera dove Rinaldo Piaggio fonda nel 1924 la SANA, prima compagnia italiana per il trasporto aereo di passeggeri.
Morto Rinaldo, lo stabilimento viene ereditato nel 1938 dal figlio Enrico.
Durante la seconda guerra mondiale molti stabilimenti vengono distrutti a causa della presenza di punti aeronautici.
Con la fine della guerra e la conversione totale della fabbrica alla produzione di motocicli, la Piaggio, e con essa Pontedera, parteciparono attivamente al boom economico degli anni sessanta.

La Vespa

Nel 1945 inizia la produzione dei primi prototipi di Vespa.
Il nome Vespa nasce per la somiglianza del motociclo al noto insetto.
Ad oggi le Vespe prodotte a partire dal 1946 superano i sedici milioni di unità.
La si può incontrare in tutto il mondo, in molte pubblicità televisive e produzioni cinematografiche.
Rimane un oggetto agile, sicuro, leggero, economico e di semplice progettazione.
Questi sono i punti di forza che l’hanno resa un’icona mondiale.
La produzione della Piaggio non si ferma alla Vespa.
Oltre all’altrettanto famoso Ape, i motori a due ruote sono moltissimi ma noi oggi ci fermeremo alla Vespa.

Il Vespa World Days

Per parlare di Vespa World Days dobbiamo prima capire qual’è la sua origine.
Nel 2006 nasce un’associazione a sostegno del patrimonio culturale della Vespa.
Il Vespa World Club valorizza la Vespa e riunisce i suoi appassionati.

Sono molte le iniziative, gli eventi e i raduni che danno spessore alla Vespa e alla sua storia.
Tra le varie iniziative spicca Il Vespa World days.
Il Vespa World Days sono più giornate dedicate alla Vespa.
E’ un evento che riunisce i vespisti di tutto il mondo.
Dove? Quando?
Succede una volta all’anno, ogni volta in una nazione diversa.
La prima edizione è stata a San Marino e a seguire varie nazioni europee e mondiali.
Dall’Italia alla Svizzera passando per il Portogallo, l’Austria, Norvegia, Inghilterra, Belgio, Croazia, Francia, Germania, Italia e ancora Indonesia, Irlanda del nord, Bali, Ungheria e di nuovo Italia.
E proprio quest’anno il Vespa World Days si è svolto di nuovo in Italia.

La città di Pontedera si prepara

Quest’anno è successa una magia.
La città di Pontedera, genitrice della Vespa, per la prima volta ha ospitato il Vespa World Days ed è stato un connubio esplosivo di commozione, incontri e colori.
L’edizione si è svolta ad aprile, tra il 18 e il 21 del mese.
La città si è preparata pian piano, vestendosi a tema Vespa in ogni suo angolo.
I negozi, i bar, gli esercizi commerciali, hanno iniziato a riempire le vetrine con vespe di ogni tipo.
Vespe originali provenienti da collezioni private, di diversi anni di produzione, diversi colori e diversa conservazione.
Ma anche Vespe per i più piccoli, vespe in carta stampata, cartone, dipinte sui vetri.
Poi sono arrivate filate interminabili di bandierine rosa con il logo dell’iniziativa a ricoprire i cieli delle strade e sventolare ininterrottamente per giorni.
In parallelo gli allestimenti giganti di tre grandi vespe, vere e proprie opere d’arte di molteplici artisti.
Anche gli allestimenti luminosi a tema Vespa hanno illuminato le notti pontederesi.

Per chi non sapeva cosa aspettarsi, tutto faceva pensare a una rievocazione storica della iconica Vespa ma concretamente solo pochi giorni prima si è percepito un crescendo di energia e fervore.
I camper hanno iniziato a riempire i parcheggi periferici messi a disposizione.
Ogni camper aveva una Vespa parcheggiata a fianco, alcuni visitatori si sono organizzati con tende da campeggio.
Ogni mattina le Vespe si incontravano in città, ma anche in strade periferiche o altre province.
Tante piccole vespe in fila indiana a scorrazzare allegre.

È avvenuto tutto così, ora dopo ora onde di Vespe si sono fatte spazio lungo le strade, le piazze, gli incroci.
Ovunque.

 E allo stresso modo i visitatori hanno animato per giorni le strade della città.
Se Pontedera è abituata a raccogliere un bacino ristretto di turisti che possono venire qui in appoggio alle bellezze vicine, in pochi giorni Pontedera si è ritrovata invasa da tantissimi gruppi di amatori, privati, coppie e singoli individui, da ogni luogo d’Italia, Europa e del mondo.
Non è mancata l’Australia, il Messico, la Germania, l’Austria, il Giappone e così via, ininterrottamente. Camminando per le strade del centro era più facile sentire una lingua straniera che la nostra e per chi è abituato a vedere turisti a Firenze o Pisa, ritrovarli tra le strade di casa è stato sorprendente oltre che piacevole.

L’aspetto sentimentale dell’evento

La città in pochi giorni ha cambiato volto, ha abbracciato una infinità di persone che venivano da lontano e allo stesso tempo si è fusa in armonia e allegria a festeggiare.
Perché la Vespa in qualche modo riguarda ciascuno di noi, fa parte del nostro territorio, presente e passato.
Qui la vespa è nata, ha portato lavoro e un nuovo mezzo per spostarsi.

Molti di noi hanno avuto nonni, zii, genitori, parenti a lavorare nella fabbrica di montaggio.
Molti dei pontederesi e non solo ancora ci lavorano.

E ognuno di noi ha visto in casa propria una vespa, le prime vespe, il primo senso di libertà del dopoguerra.
Ed è proprio questo che ci ha coinvolto, l’abbraccio caloroso e reciproco dei ricordi, della passione, un senso identitario comune.
Sciami di vespe per giorni, di mille forme e colori.
Vespe glitterate, stampate, accessoriate, con cani al seguito, pupazzi, vespe antiche, storiche, bellissime, vespe ridipinte e vespe lasciate originali.
Vespe e vespisti, ognuno con il proprio orgoglio e la propria autenticità.

Un evento che ha coinvolto ogni angolo della città, con allestimenti, concerti, ristori, opere dal vivo, arte, mostre.

L’evento

L’evento si è svolto per il tempo di un week end.
Tantissime le iniziative di carattere storico, culturale, aggregativo, artistico, musicale, culinario e molto altro.
Il fulcro dell’evento è stato il Vespa Village: ritrovo quotidiano di tutti i vespisti e luogo di esposizione continua di tutte le vespe. Musica, cibo del territorio ed esposizione di sponsor e club.
L’iniziativa centrale, la più attesa, la più emozionante è stata la partenza e la sfilata di tutte le vespe insieme.
Una sfilata di 15000 Vespe lunga chilometri che dalla città di Pontedera è arrivata al paese di Peccioli, Borgo dei Borghi 2024.
Il Museo Piaggio, come ogni giorno, ha continuato a tenere gratuitamente aperte le sue porte per mostrare la ricca collezione e la storia della diffusione nel mondo della Vepsa.
I Villaggi Piaggio e Gramsci, i quartieri industriali nati per far fronte alle esigenze dei lavoratori della fabbrica e delle loro famiglie, già da tempo si erano preparati a dipingere i loro muri ricordando la Vespa e le icone pontederesi, storiche e sportive.
Durante l’evento sono state tante le iniziative all’interno dei villaggi.
Per approfondire la storia del Villaggio Piaggio indico questo articolo che ho trovato in rete e ritengo interessante.

E poi…

E poi succede che dopo giorni di festa, come tutto è nato, tutto scompare.
E già si sente la nostalgia.
La festa finisce, le persone rimangono piene di ciò che rimarrà nel cuore per moltissimo tempo.
 E le vespe, con la loro presenza rumorosa e umile allo stesso modo in cui sono arrivate piano piano in sordina, se ne sono andate.
La passione, tutte le età, tutte le generazioni, tutti i modelli.
Quello che di solito è rumore o percepito come fastidio sembrava musica, unione delle generazioni.
Un passaggio di testimonianze, dei più anziani ai più piccoli che hanno assaporato tutto il valore della rivoluzione industriale in un piccolo centro come Pontedera.

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5 commenti su “Vespa World Days, il raduno nella città di Pontedera.

  1. La Vespa è una delle icone italiane più famose al mondo, forse seconda solo alla pizza! Un mezzo che ha fatto la storia dell’Italia e ha rivoluzionato la sua società. Ed è bello che Si festeggi e Si preservi il suo nome negli anni con eventi come questo.

  2. La Vespa è la protagonista del film d’animazione “Luca” ed è un vero simbolo di italianità conosciuto in tutto il mondo! Mi piacerebbe un giorno partecipare a un raduno, sono sicura che scatterei un sacco di foto!

  3. Mio fratello è un appassionato di Vespa (ovviamente ne possiede una) e sicuramente amerebbe partecipare ad un raduno come questo, di solito non se ne fa scappare uno.

  4. La Vespa è uno dei simboli italiani più esportati all’estero, grazie anche a Vacanze Romane. Noi, quando andiamo in vacanza, se dobbiamo affittare un mezzo di solito prediligiamo proprio le Vespa. Mi sarebbe piaciuto vedere le strade riempirsi di queste bellissime moto!

  5. La vespa è nel cuore di tutti gli italiani e non solo. Molti ne possiedono o ne hanno posseduta una, quasi tutti hanno almeno un amico vespista, la televisione e il cinema l’anno usata e celebrata per decenni. Festeggiarla, acclamarla e onorarla è una bellissima idea che spero duri ancora per molto tempo. In più posso affermare per esperienza personale, avendo partecipato ad altri “raduni” automobilistici, che sono manifestazioni bellissime, in cui si conoscono persone stupende radunate da una passione comune.

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